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	<title>Sound&#38;Music Blog</title>
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	<description>Recensioni Musica e Componenti Audio</description>
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		<title>Sound&#38;Music Blog</title>
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		<title>Shiit Lyr &#8211; Piccolo, potente, ibrido… ma soprattutto poco costoso.</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 09:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arnaldo Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
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		<description><![CDATA[Per quale motivo si sceglie un prodotto d’oltreoceano che non si può nemmeno provare e che ha un prezzo così basso pur mostrando una buona specifica tecnica? Semplicemente perché la nostra insana passione ci porta spesso al desiderio di cercare di provare sempre nuovi prodotti tentando, alle volte, anche la carta della fortuna. Ordinato, on-line [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=musicboxit.wordpress.com&amp;blog=9734871&amp;post=123&amp;subd=musicboxit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quale motivo si sceglie un prodotto d’oltreoceano che non si può nemmeno provare e che ha un prezzo così basso pur mostrando una buona specifica tecnica?</p>
<p><a href="http://musicboxit.files.wordpress.com/2011/06/dsc_7008.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-130" title="DSC_7008" src="http://musicboxit.files.wordpress.com/2011/06/dsc_7008.jpg?w=300&#038;h=199" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Semplicemente perché la nostra insana passione ci porta spesso al desiderio di cercare di provare sempre nuovi prodotti tentando, alle volte, anche la carta della fortuna.</p>
<p>Ordinato, on-line direttamente dal sito del produttore è arrivato in poco meno di due settimane dagli USA passando per le infelici mani della Dogana Italiana prima e le Poste Italiane poi. L’imballo è davvero ottimo degno di nota soprattutto per ciò che riguarda le due piccole valvole JJ ECC88, sistemate in un secondo contenitore ed immerse nel fonoassorbente. A corredo una piacevole sorpresa, un cavo RCA – Jack 2,5mm (dorato)  di ottima qualità per collegare una sorgente tipo Ipod!</p>
<p>Solido al tatto, pesante questo minuto amplificatore mi ha stregato fin dalle prime foto che ho visto in rete, devo dire che una volta acceso e osservato in penombra con il colore ambra proveniente dai led posti strategicamente vicino le valvoline è davvero piacevole, forse si poteva curare di più la linea inserendo un led anteriore di un tono più ambrato invece del solito blu ad alta luminosità oppure osare con una serigrafia retro illuminata del marchio.</p>
<p>Viene dichiarato un circuito a zero feedback e con un power-out su 32 Ohm di 6Watt lascia presagire un suono fermo, molto controllato ma dalle tinte sicuramente calde grazie alla parte pre a tubi e all’uso dei mosfet nello stadio finale. Le valvole usate, le ECC88, sono tra le più comuni e se ne trovano davvero per tutti i gusti e prezzi, si va dalle rare (per modo di dire) N.O.S. a quelle di nuova produzione, di serie sono montate le commerciali ma buone JJ.<br />
<span style="color:#008000;"><strong>L’ascolto</strong></span><br />
Nel periodo di rodaggio del Lyr, una trentina di ore, è arrivato l’alimentatore esterno per il mio Naim CD5X, il Naim FlatCap2, l’upgrade è notevole sotto ogni punto di vista sonico, questa modifica dilazionata nel tempo permette anche a chi non ha grandi cifre da investire di costruire una sorgente di livello elevato. Fin dalle prime note, non ho resistito ad un fugace ascolto, si capiva che il piccolo amplificatore lasciava trasparire a dispetto delle dimensioni una muscolatura ben più grande. Sistemati i vari cavi di alimentazione che sono passati ad un numero di tre, due per la sorgente e uno per il Lyr, ho iniziato a fare qualche prova per capire dove e se intervenire, il compito si è rilevato più semplice del previsto, il carattere di questo amplificatore è molto simile a quello del mio auto costruito, quindi ho lascito il mio fidato cavo AudioClass “Gold” di segnale al suo posto da ormai più di un anno.</p>
<p>Mi annoia non poco fare i confronti con frenesia, non mi godo la musica che ascolto, quindi passo spesso per l’ascolto in momenti diversi o addirittura l’ascolto per lungo periodo cercando di cogliere il maggior numero di informazioni per poi cercare di capire su quali parametri posso concentrarmi per capire meglio il suono dell’oggetto che sto provando, così ho iniziato con il mio solito disco di Patti Smith “Trampin’”, sublime voce rock che sa rapire soprattutto per la sua grinta mette in ogni pezzo. Qui la voce è chiara, quasi cristallina e la batteria pesta a dovere, sempre ben presente sullo sfondo, come deve essere per questo genere, quando la dinamica sale nessuna porzione di frequenze prende il sopravvento, tutto rimane molto al suo posto nel disegno che fino ad un momento prima si era creato nella nostra mente. E’ passata circa un’ora e l’amplificatore inizia a scaldarsi nel vero senso della parola, toccando il telaio per cambiare cuffia, noto che quasi scotta, non da ustione ma è davvero molto caldo! E’ venuto il momento di capire come si esprime con una cuffia come la HP1000, regina indiscussa del passato e prensente ?, la grana c’è tutta, il piccolo americano sa stupire, sia gli si dia in pasto un pezzo rock dove le chitarre e la batteria si fanno sentire, sia che gli si faccia riprodurre una voce come quella di Joni Mitchell. Come ogni prodotto, anche se di fascia alta, ha pur sempre alcuni punti di debolezza, il Lyr non è perfetto ha una sola uscita cuffie vietando l’ascolto simultaneo, può essere utilizzato come PRE con apposita uscita ma non ha il telecomando quasi necessario in questa configurazione e un leggero rumore di fondo in assenza di segnale che devo ammettere di non percepire più ora che le valvole sono delle costose Mullard N.O.S. (sarà l’abitudine o il rodaggio?). Potrei star qui a parlare dei tanti dischi ascoltati in questo mese, potrei anche dirvi che sicuramente esiste di meglio in commercio, ma a che prezzo?</p>
<p><a href="http://musicboxit.files.wordpress.com/2011/06/mullard_jj_e88cc.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-131" title="Mullard_JJ_E88CC" src="http://musicboxit.files.wordpress.com/2011/06/mullard_jj_e88cc.jpg?w=300&#038;h=199" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Il piccolo americano ha mostrato muscoli e grazia, si è scoperto molto sensibile al tuberolling e al cambio dei cavi sia di alimentazione che di segnale, un grande slancio l’ha avuto con l’aggiunta dell’alimentazione separata del CDP, si può tranquillamente asserire che è un prodotto valido e pronto ad una taratura fine per essere inserito nel proprio impianto.<br />
<span style="color:#008000;"><strong>Conclusioni</strong></span></p>
<p>Cinque anni di garanzia, un prezzo onestissimo grazie all’acquisto diretto, la possibilità di eseguire un finetuning in vari modi (cavo di segnale, cavo di alimentazione e valvole)  è sicuramente “l’asso nella manica” per l’acquisto di questo splendido amplificatore made in USA.</p>
<h2><span style="color:#339966;">Prezzo</span></h2>
<p><strong>Prodotto:</strong> 449$</p>
<p><strong>Spedizione:</strong> 71$ (USPS Tracciata-Express)</p>
<p><strong>Dogana: </strong>80€</p>
<h2><span style="color:#339966;">Sistema Utilizzato</span></h2>
<p><strong>Sorgente:</strong> Naim CD5X + Naim FlatCap 2</p>
<p><strong>Amplificatori di Riferimento:</strong> Classe A Battery Power (DIY)</p>
<p><strong>Cavi Segnale:</strong> AudioClass “Gold”</p>
<p><strong>Cavi Alimentazione:</strong> AudioClass “Gold” per la sorgente, AudioClass “Note V2” su amplificatore</p>
<p><strong>Cuffie di Riferimento:</strong> Grado HF2 e Joseph Grado HP1000</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/musicboxit.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/musicboxit.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/musicboxit.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/musicboxit.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/musicboxit.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/musicboxit.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/musicboxit.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/musicboxit.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/musicboxit.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/musicboxit.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/musicboxit.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/musicboxit.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/musicboxit.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/musicboxit.wordpress.com/123/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=musicboxit.wordpress.com&amp;blog=9734871&amp;post=123&amp;subd=musicboxit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La musica che ho in testa.</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 10:22:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arnaldo Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
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		<description><![CDATA[“Il percorso di un audiofilo è lungo e tortuoso ma allo stesso tempo pieno di soddisfazioni.” Questa è la frase che continuavo a ripetermi per non sentirmi afflitto quando sono passato da un ascolto di due ore al giorno di media, a circa un’ora al mese. L’evoluzione dello stato di famiglia è una delle “cause” [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=musicboxit.wordpress.com&amp;blog=9734871&amp;post=117&amp;subd=musicboxit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<h3><strong>“Il percorso di un audiofilo è lungo e tortuoso ma allo stesso tempo pieno di soddisfazioni.”</strong></h3>
<p>Questa è la frase che continuavo a ripetermi per non sentirmi afflitto quando sono passato da un ascolto di due ore al giorno di media, a circa un’ora al mese. L’evoluzione dello stato di famiglia è una delle “cause” di questa rilevante riduzione, fare i genitori non è un mestiere facile, ma anche tenere il ritmo di questa società sempre più portata a tirar tardi in ufficio tanto da veder adeguato negli anni anche il palinsesto televisivo (i film in prima serata ora iniziano alle 21:15), non è da meno.</p>
<p>Ecco che la passione per l’ascolto della musica mi ha spinto a cercare nuove strade per tentare di arginare, ove possibile, il vortice senza fine della mancanza di tempo e l’accumularsi di dischi da ascoltare frutto di una abitudine troppo comoda del passato di acquistare spesso musica. Riflettendoci bene mi vengono in mente molte altre situazioni in cui si rischia di incappare, che poi ho riscontrato disquisendo con amici con i quali condividevo spesso gruppi musicali, prima tra tutte il classico “abbassa il volume che disturbi i vicini”, ormai divenuto un tormentone nelle case di nuova costruzione sempre più costose, strette e con muri divisori sottilissimi, l’altra, classica ma non troppo, determinata da una moglie troppo poco accondiscendente nell’ospitare un impianto in sala. Quanti audiofili conosco che per non disturbare vicini e familiari non ascoltano più musica o si limitano ad ascoltarla a bassissimo volume, ma quale peggior modo! Come si può essere coinvolti da un sottofondo, rapiti da particolari impercettibili, ogni ascolto diventa una sofferenza, ma soprattutto genera stress per il nostro cervello che cerca nel ricordo quei particolari svaniti da un volume sonoro davvero troppo basso.</p>
<p><span style="color:#339966;">Una luce di speranza …</span></p>
<p>Un giorno viene da me una persona per comprare un lettore CD che avevo messo in vendita e si presenta armato di buoni dischi e con due oggetti che ormai avevo seppellito nella mia memoria di audiofilo, una cuffia e un amplificatore per questa precisamente una Grado RS1 e un Rudistor RPX33.</p>
<p>Un simpatico pomeriggio di ascolti dove la mia perplessità, di utilizzare una sorgente abbastanza costosa come il Meridian 588 per una cuffia, è stata del tutto fugata oltre che dall’ignara valutazione di tali oggetti da parte mia, anche ma soprattutto dalle performance sonore riscontrate ascoltandoli! Bene, quel pomeriggio è stato per me un grande spunto su cui lavorare per trovare una soluzione al mio problema, spronato niente meno che da un commento di mia moglie: “…ma non avete ascoltato musica?”.</p>
<p>Come non considerare questa ghiotta opportunità  di spostare gli ascolti, relegati ormai nel fine settimana, nel momento in cui tutta la famiglia dorme, nel momento in cui ci si può concedere qualche minuto di rilassamento, la sera dopo cena senza disturbare nessuno! Mi sono armato di pazienza ed ho iniziato a cercare trovando davvero poche informazioni nel panorama nazionale che sembra ignorare un così sano quanto comodo sotterfugio per ascoltare la musica anche in situazioni particolari, mentre ricchissime informazioni e molte prove sono ciclicamente proposte nel panorama “esterofilo”!  Da audiofilo navigato, punto sul sicuro e prendo una Stax 303 Classic, con relativo Ampli Dedicato, non posso sbagliare. Mi innamoro del suono ma meno della comodità di utilizzo per un problemino, i continui scricchiolii generati dallo sfregamento delle plastiche nel collegamento tra archetto e pad, a fronte di piccoli movimenti della testa, sembra che sia solo per la serie Classic. Ritrovo la mia dimensione di melomane, finalmente scarto quei dischi rimasti incellofanati per troppo tempo in attesa di essere ascoltati, recupero gradualmente l’abitudine all’ascolto serale riscoprendo molti dischi del passato, in un colpo solo ero riuscito nel mio intento, zero disturbo – alto godimento! Acquisendo esperienza le amplificazioni e le cuffie cambiano fino a prendere forma in un sistema che mi soddisfa pienamente, <strong><em>l’ennesima bugia audiofila.</em></strong></p>
<p>Bisogna però, prima di imbarcarsi in questo nuovo mondo davvero interessantissimo, chiarire alcuni aspetti di questo particolare modo di fruire emozioni, i soliti parametri audiofili non sono abbastanza e tante volte prendono altre definizioni.</p>
<p>La scena tridimensionale, il FrontStage, per la cuffia semplicemente non esiste, cambia il significato e diventa HeadStage. Certo ci sono cuffie che cercano di ricreare l’illusione ma gran parte del lavoro è svolto dal nostro cervello che è molto più stimolato nella continua ricerca di ricostruzione prospettica dell’evento.</p>
<p>Un aiuto incredibile lo da l’estremo dettaglio, ogni più piccolo particolare sia “spaziale” che “timbrico” è evidenziato in maniera disarmante, molti dei vostri vecchi dischi sembreranno delle nuove scoperte vi accorgerete ben presto che la mancanza di un SoundStage definito perde notevolmente d’importanza.</p>
<p>Un altro punto che mi ha impressionato è la ricostruzione “quasi fisica” del medio basso che subisce una trasformazione in positivo diventando non un limite del sistema ma un pregio per un dettaglio e una velocità mai percepita anche in grosse realizzazioni hi-end.</p>
<p> Ad ogni passo avanti da me sperimentato in questo mondo, si guadagna in raffinatezza e in linearità, fino alla più piccola sfumatura proprio come in un impianto hi-fi classico, proprio come ogni diffusore ha il suo carattere timbrico che lo contraddistingue dagli altri, anche le cuffie hanno questa prerogativa generando così un’infinità di possibili combinazioni tra sorgente-ampli-cuffia… per non parlare dei cavi di collegamento, dei diversi upgrade possibili sul cavo cuffia, dell’eterna diatriba valvole vs. stato solido naturalmente presente anche negli amplificatori per cuffia!</p>
<p>Quale spunto migliore per ricominciare a giocare con la nostra più grande passione!</p>
<p>Un’osservazione attenta del mercato dovrebbe far riflettere la stampa specializzata, l’odierna “generazione Ipod”, com’è ormai definita da tutti i sociologi di oggi, è tutta in cuffia, si vedono nei mezzi pubblici sempre più persone isolate ad ascoltare musica, questo potrebbe essere un ottimo spunto su cui ragionare per far ritornare agli antichi splendori una piccola porzione di cultura che è quella di ascoltare e provare emozioni! Altro aspetto importante da tenere d’occhio è la musica liquida sempre più vicina ad un consolidamento anche nel nostro piccolo gruppo di appassionati.</p>
<p>Ricordatevi sempre che se il fine è l’ascolto perché privarci di sistemi alternativi al classico impianto hi-fi sacrificando così la cosa più grande… la MUSICA!</p>
</div>
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	</item>
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		<title>Tektron TK2A3SI-REF</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 08:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arnaldo Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[tektron]]></category>

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		<description><![CDATA[3 watt oggi&#8230; è davvero follia? Quando mi chiedono,”ma il vostro sito è una rivista on-line?”. Io rispondo, “assolutamente no!”. Non siamo una rivista che fa recensioni di apparecchi, siamo un sito informativo curato da appassionati che si sono presi il compito di segnalare, alla comunità audiofila, dischi, libri di musica ed apparecchi hi-fi che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=musicboxit.wordpress.com&amp;blog=9734871&amp;post=93&amp;subd=musicboxit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong><em>3 watt oggi&#8230; è davvero follia?</em></strong></p>
<p>Quando mi chiedono,”ma il vostro sito è una rivista on-line?”.<br />
Io rispondo, “assolutamente no!”.<br />
Non siamo una rivista che fa recensioni di apparecchi, siamo un sito informativo curato da appassionati che si sono presi il compito di segnalare, alla comunità audiofila, dischi, libri di musica ed apparecchi hi-fi che noi riteniamo interessanti.<br />
Ormai non si leggono più vere critiche o impressioni suscitate dall’ascolto di un certo componente, tutto è palesemente scontato, si ha sempre più la certezza di leggere delle brochure dal “brodo” allungato, il fatto, secondo me grave, è che non si trovano nemmeno informazioni su come abbinare il componente e spesso sembra che ci si dimentichi del tutto che è l’interazione ambiente catena a suonare e non il singolo componente.<br />
Quasi per caso tempo fa leggevo su una rivista on-line 6moons internazionale, grazie ai suoi recensori sparsi per il globo, di una ditta italiana costruttrice di amplificazioni valvolari.<br />
<a href="http://musicboxit.files.wordpress.com/2010/11/tk1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-113" title="tk1" src="http://musicboxit.files.wordpress.com/2010/11/tk1.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
Questa italianissima ditta è la Tektron Italia.<br />
Al Roma Audio Show 2008 conosco il gentilissimo Attilio Caccamo patron della Tektron, pochi scambi di parole mi fanno capire perché questa dinamica ditta italiana ha successo più all’estero che nel proprio paese, davvero rimango sempre più perplesso da questo panorama nazionale pieno di contraddizioni interne.<br />
Passano alcuni mesi e Attilio mi invia un integrato Tektron con il commento “ti sorprenderà”.<br />
Aveva intenzione di incuriosirmi e c’è riuscito davvero!<br />
Collego questo grazioso amplificatore fatto di prezioso legno, ampolle di vetro e una lucidissima piastra di rame al posto del mio integrato Norma IPA 100 R, che a confronto sembra quasi sgraziato nella sua umile e seriosa veste di alluminio spazzolato.<br />
Avere a disposizione circa 3 watt mi faceva sorridere, pensavo che avrei presto spento tutto per provare l’integrato a casa di qualche amico audiofilo del Club provvisto di diffusori con sensibilità molto alta, questo però non è accaduto.<br />
  <br />
Da qualche mese il mio impianto ha degli ospiti davvero particolari, in luogo delle Harbeth LS5/12A (che sarebbero state impossibili da pilotare con soli 3 Watt dati i loro 81,5db di sensibilità) ci sono le H.E.O.L.O., dei diffusori da pavimento di 88,5db di sensibilità che oserei definire….camaleontici! Mai ascoltato un diffusore così semplice da pilotare e che si trova a suo agio con tutto….persino con soli 3 watt in un ambiente molto trattato acusticamente e di 25mq!!!<br />
Ho passato 2 settimane in compagnia di questo splendido gioiello sonoro, non lo avrei nemmeno voluto restituire tanto mi era piaciuto, tanto mi aveva rapito la sua estrema musicalità.<br />
Stessi cavi di potenza (Audience Conductor), stesso cavo di segnale (Dromos EOS) stessi ma preziosi cavi alimentazione (AudioClass) nulla era cambiato nella catena se non l’amplificazione…ma che dolce suono.<br />
Sono sempre stato innamorato della voce di una VT10Y (1,5watt) ascoltata con un Fostex + TW, sognavo un giorno di replicare la cosa con una valvola meno critica come la 2A3, che equipaggia il Tektron, ma mi è mancato sempre il coraggio e l’aver scelto dei monitor difficili, mi è mancata anche l’occasione. Nel cammino di un audiofilo ci sono molti ostacoli, si fanno molti sbagli, si cambia spesso direzione, però arriva un momento nel quale si capisce quale è il proprio ideale di suono. A questo punto si deve scegliere se continuare a giocare per divertirsi, come fanno molti audiofili, oppure fermarsi e godersi il proprio punto di arrivo, che non necessariamente è costellato di watt e estensione in frequenza da manuale.<br />
 <a href="http://musicboxit.files.wordpress.com/2010/11/tk3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-114" title="tk3" src="http://musicboxit.files.wordpress.com/2010/11/tk3.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
Nel mio caso, prediligo una estrema raffinatezza in una zona detta la zona del “calore”, non posso quindi nascondere che ascolto molte voci sia femminili che maschili, molti quartetti d’archi, mi piace la ricerca del particolare ecco perché amo incondizionatamente un cantautore di nome Howe Gelb; tutto questo per dirvi che ascoltare questo Tektron con la 2A3 per me è stato davvero una occasione stupenda.<br />
Inutile, per me, rimarcare il fatto che quando si è di fronte ad un oggetto davvero interessante, tutti i test passano in secondo piano, ogni parametro lascia il posto alle note, quelle dolci note che rendono una voce femminile ancora più sensuale e viva, quella maschile più carnosa e bassa.<br />
 <br />
Con le H.E.O.L.O. capaci di una ricostruzione scenica davvero da brivido, Gelb si accomoda tra i diffusori con quella sua melodia così particolare da risultare alle volte geniale, la sua chitarra finemente riprodotta con dei contorni meno netti da quelli del Norma, ma decisamente più suadenti.<br />
Solitamente ascolto a luce spenta, devo confessare che il bagliore delle 2A3 è incantevole, l’oggetto in penombra restituisce un fascino old style molto accattivante che aggiunge quel tocco in più ad una riproduzione già di per se veramente buona.<br />
Provo a stemperare il suadente suono, collegando al posto del Dromos Eos un Bullet Plug Express6, il messaggio si fa più incisivo, un tantino più a freno il mediobasso che rimane per me un miracolo di un connubio quasi perfetto tra il Tektron e le H.E.O.L.O. , la tromba di Rava in The man I love di Gershwin dell’album TATI passa da un colore ottone lievemente lucidato ad un luccichio quasi accecante. Questo amplificatore risponde molto bene al carattere dei collegamenti, regalando una possibilità incredibile di sfumature sonore, mi diceva Attilio, dipendenti molto anche dalla tipologia di valvole montate.<br />
 <br />
Avrei voluto avere più tempo per poter riassaporare molti dei miei dischi, penso a quanto avrei potuto scoprire di bello nel cd LIVE AT BLUES ALLEY di Eva Cassidy, davvero un disco imperdibile!<br />
Capisco che il paragone con il Norma sia abbastanza fuori canone, ma vi garantisco che non ho mai passato tanto tempo a capire tra le due filosofie quale fosse la migliore, forse non c’è, forse non si deve ricercare sempre il confronto ma è naturale che nella nostra mente avvenga.<br />
Oggi posso affermare che se avessi un diffusore di sensibilità medio alta, direi intono ai 90db/1W/1mt , non tralascerei di provare un confronto tra uno stato solido di grana molto fine e un “nanerottolo” dai pochi watt tutta magia.<br />
Tutto potrebbe farmi propendere per il Tektron o per il Norma a seconda della grandezza della stanza e al tipo di approccio che ho verso la musica.</p>
<p><strong>Conclusioni </strong><br />
Se siete amanti di un suono suadente, mai affaticante che al momento sa restituire il giusto attacco dinamico, se avete un diffusore che non sia un mini-monitor dalla sensibilità infernale, se ascoltate tanta musica e tralasciate le manie audiofile….. allora fate del tutto per ascoltare questo gioiellino sonoro!</p>
<p><em><strong>Qualche nota a margine </strong></em><br />
L’amplificatore mi è arrivato con valvole 2A3 marcate Fivre, le driver 6SN7 marcate RCA e la raddrizzatrice una 5931 Sylvania (5U4).<br />
L’accensione, dei soli filamenti, avviene con un interruttore posto frontalmente, dopo circa 30sec.<br />
Si può girare la manopolina dello stan-by per dare corrente al circuito, così da allungare il tempo di vita delle finali evitando lo stress all’accensione.<br />
La regolazione del bias è davvero elementare grazie ai due milliamperometri, uno per valvola finale, posti accanto ai trasformatori.<br />
Io l’ho tarato una volta e non è mai cambiato.<br />
Le connessioni sono veramente ottime, WBT per le uscite di potenza e ottime RCA per i tre ingressi.<br />
Secondo la mia esperienza, visto il prezzo dell’apparecchio, l’unica nota stonata sono le manopole davvero dozzinali, andrebbero sostituite con qualcosa di più esteticamente consono (in legno??) e forse si potrebbe aggiungere un circuito di ritardo per l’accensione, che ora è a mano.<br />
Visto che ci siamo mettiamogli anche il telecomando sul volume…. sono un pigrone lo confesso!</p>
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		<title>PIONEER PD-D9 MK2-K &amp; PIONEER A-9 A-MK2-K</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 07:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arnaldo Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[PIONEER PD-D9 MK2-K & PIONEER A-9 A-MK2-K]]></category>

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		<description><![CDATA[“E’ garantito che alcune delle migliori orecchie del mondo hanno approvato questi prodotti.” AIR Studios Peter Gabriel, Coldplay, Robbie Williams, Muse, Damien Rice, Bjork, Madonna e Sting, sono solo alcuni nomi dei grandi della musica che si sono avvalsi della collaborazione degli Air Studios. Il lettore Super Audio CD Pioneer PD-D9 MK2-K e l’amplificatore integrato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=musicboxit.wordpress.com&amp;blog=9734871&amp;post=85&amp;subd=musicboxit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>“E’ garantito che alcune delle migliori orecchie del mondo hanno approvato questi prodotti.” AIR Studios</strong></h2>
<p>Peter Gabriel, Coldplay, Robbie Williams, Muse, Damien Rice, Bjork, Madonna e Sting, sono solo alcuni nomi dei grandi della musica che si sono avvalsi della collaborazione degli Air Studios. Il lettore Super Audio CD Pioneer PD-D9 MK2-K e l’amplificatore integrato A-9 A-MK2-K, qui in prova, portano sovraimpresso il logo di questi famosissimi studi di registrazione che hanno pesantemente influito sui risultati sonici di questi prodotti. La collaborazione da parte degli Air Studios è un vero e proprio “Sound Tuning” mediante prove di ascolto nelle loro sale di controllo con una giuria composta di tecnici di registrazione, missaggio e ingegneri del suono per tutta la fase di sviluppo del prodotto, soltanto quando le prove finali di ascolto sono complete, il prototipo è rispedito in Giappone per la messa in produzione. Date queste premesse mi sono avvicinato alla coppia Pioneer con grande curiosità ma soprattutto con grandi aspettative sonore. Mi chiedevo se un colosso dell’elettronica come Pioneer aveva bisogno di uno sponsor così ad alto livello per presentare i suoi nuovi prodotti? Chi non ricorda la serie Exclusive oppure la meccanica CD Stable Platter, tempi passati quando l’hi-end era cavalcato anche da questi marchi che oggi definiamo “commerciali” poiché ormai quasi del tutto disinteressati a questa fascia di mercato. I tempi sono lontani com’è lontana anche l’impostazione, se la sigla A-9 A MK2-K dovesse ricordare il favoloso A-09, ogni paragone sarebbe davvero impietoso per il nuovo prodotto che comunque si definisce di fascia hi-end ma in verità già dalle prime note dimostra di non farne parte. L’amplificatore Pioneer si presenta con un disegno morbido, votato al minimalismo con solo due manopole sul frontale e un piccolo schermo LCD che dovrebbe fornire informazioni sull’ingresso selezionato, un poco troppo piccolino perché sia visibile dal punto di ascolto della mia sala audio. Ricco d’ingressi, è presente in onore del passato un comodissimo stadio Phono sia MM che MC, e per apertura verso il futuro della musica liquida un ingresso USB che accetta file MP3, WMA o AAC, dotato di un circuito il “<strong>Sound Retriever” </strong>che “ripristina la qualità audio del CD nel dinamismo musicale“. Solido nella costruzione, ordinatissimo l’interno grazie soprattutto alla costruzione dual-mono che idealmente divide il cabinet in maniera speculare in due parti. A ridosso del pannello frontale troviamo due trasformatori toroidali e il blocco condensatori della sezione alimentazione. La parte posteriore è decisamente molto curata se si esclude un’infelice posizione della vaschetta per il cavo di alimentazione che è troppo vicino ai bellissimi e robusti connettori di uscita, quasi d’obbligo l’uso di banane per il cavo di potenza. Pesantissimo, in alluminio, il telecomando che esegue tutte le funzioni presenti sull’amplificatore. Il lettore Super Super Audio CD, in fatto di costruzione non è da meno, particolare il suo peso che è lo stesso dell’amplificatore, sbirciando all’interno, il telaio è diviso per metà, da una parte alimentazione e dall’altra meccanica di lettura e sezione D/A. A ridosso del pannello posteriore, sul lato della vaschetta dell’alimentazione troviamo due trasformatori R-Core schermati da una calotta metallica, uno per la sezione digitale e uno per la sezione analogica. La struttura del lettore è molto rigida e poggia su supporti TAOC Hi-Carbon, comodissimo il pannello posteriore con gli RCA di uscita analogica ben distanziati e di ottima fattura, è presente anche un’uscita digitale SPDIF sia Coassiale sia Ottica. Osservando il lettore più da vicino, si nota la pregevole unità di conversione affidata ai Wolfson WM8741 che gestiscono sia segnali in PCM 24bit/192K che Direct-Stream DSD, la sezione analogica è affidata a due Op-Amp di produzione Pioneer Electronics per canale. Anche per il lettore SACD è presente un pesante telecomando in alluminio dal quale si può accedere a tutte le funzioni presenti, compresa la possibilità di abilitare o meno il filtro digitale avanzato Legato Link Pro, il quale a detta di Pioneer permette di avere un suono più naturale e fluido. Quando in redazione mi sono stati consegnati questi apparecchi, se n’è discusso un pochino, e ogni volta che ascoltavo in particolare il lettore Pioneer, mi tornavano alla mente queste parole “Per me questo lettore è una macchina finita!”. Devo confessare che per certi versi concordo con questa frase, mi spiego meglio, il fatto di continuare a investire su un supporto come l’SACD ormai del tutto fallito, ha poco senso, come non si comprende la scelta di inserire un ingresso USB nell’ampli piuttosto che nel lettore, così facendo si pone il prodotto in una totale chiusura verso il futuro e si perde una buona fetta di mercato. Inserendo il lettore nel mio set-up cuffie, ho subito riscontrato l’estremo micro dettaglio di cui è capace questo Pioneer, per un amante delle voci come sono io, potrebbe essere una scelta perfetta nella fascia mid-price. Durante gli ascolti nella mia sala audio ho avuto modo di costatare la grande capacità di ricreare una scena ben stabile e molto credibile per merito del lettore Pioneer, non dello stesso livello il risultato ottenuto con l’amplificatore che è stato fin troppo approssimativo, quasi grossolano nel dipanare trame musicali complesse. Una felice combinazione, che mi preme segnalare, si è rivelata collegando il lettore a un integrato a valvole, immediatamente mi sono accorto di una quantità di dettagli che erano messi in evidenza, una rifinitura curatissima sulle voci in particolare quelle femminili, l’ottima dinamica del Pioneer dona anche più vitalità ai pochissimi Watt (3,5) a disposizione del monotriodo Tektron.  </p>
<p>Una strana coppia in tutti i sensi, soprattutto dalle dimensioni miniaturizzate dello schermo presente su entrambe gli apparecchi. Purtroppo come accade spesso anche a famosi marchi Hi-End, non sempre costruzione impeccabile (interna) porta a un ottimo risultato sonico, in questo caso altalenante, visto che il CDP ha sfoderato una performance incredibilmente convincente su tutti i parametri, in particolar modo sulle voci e sulla ricchezza armonica e di dettaglio, mentre l’amplificatore si è dimostrato a tratti confuso, con una scena “co-stretta” nei diffusori, dal suono senz’anima che non mi ha convinto per nulla. Prima dell’acquisto consiglio un ascolto attento e possibilmente nel proprio impianto. Particolarmente invitante l’abbinamento del lettore con amplificazioni valvolari costruendo a un suono ricco e dall’immagine molto ben definita nelle tre dimensioni, ricordandosi sempre di prestare una certa cura nella scelta del cavo di alimentazione del tipo<em> </em><em>Van den Hul</em><em> <em>MainsStream</em></em> oppure l’ottimo sempreverde Mit ZetaCord 2, meno impegnativo il cavo di segnale, io ho trovato molto equilibrato l’uso dell’AudioClass Stella con il Tektron TK50S-I-REF. Se si dovesse formulare un giudizio solo sul suono, il lettore Pioneer avrebbe il massimo dei voti ma il mercato richiede oggi un’attenzione maggiore all’apertura verso il futuro, che è sicuramente incerto però già pieno di concorrenti agguerritissimi che questo lettore potrebbe sbaragliare con un piccolo aggiornamento introducendo almeno un ingresso usb, sfruttando così tutta la qualità della sezione di conversione D/A. Porre queste elettroniche nella fascia Hi-End, così recita la brochure pubblicitaria, mi sembra azzardato, la distanza con apparecchi come i Norma dal costo triplo è ben evidente soprattutto nel confronto uno-a-uno con l’amplificazione.   </p>
<p>Cosa ti aspetti da una marca “commerciale” che se volesse potrebbe sbaragliare tutto il mercato Hi-End con pochi oggetti costruiti e ingegnerizzati con il “know how” di uno dei colossi più grandi dell’elettronica? Mi aspetto di tutto! Infatti, è quello che è successo ascoltando due realizzazioni che dovrebbero viaggiare sulla stessa linea di suono data l’appartenenza alla medesima fascia. Tutt’altro, questi due prodotti sono così profondamente distanti da sembrare estranei o concepiti da team di sviluppo profondamente differenti. L’amplificatore per molti versi mi è sembrato sotto la media, sia come concezione sia come suono, risultato completamente opposto per il CDP che all’ascolto si è rivelato un vero campione di raffinatezza sonica. Se avessi bisogno di una sorgente da abbinare a un amplificatore di classe anche medio alta, non avrei dubbi, sceglierei questo Pioneer PD-D9 MK2-K, con tutti i suoi limiti di upgrade futuri, sicuro di puntare su una raffinatezza sonica fuori dal comune in questa fascia di prezzo.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">L&#8217;Ascolto:  </span>Il suono dell’amplificatore non gode di un particolare equilibrio, la sua gamma bassa e medio-bassa sono leggermente arretrate ma ben controllate, questo predilige di conseguenza la parte alta che purtroppo risulta essere di grana fin troppo grossa. Il lettore a confronto è un piccolo campione, un ottimo risultato si ottiene su tutta la gamma facendo qualche piccola attenzione ai cavi utilizzati, in particolar modo a quello di alimentazione.</p>
<p>Di fronte ad un dual-mono, com’è, l’ampli Pioneer, mi aspetto che non abbia problemi di capacità dinamica, infatti, così è stato. Forte di un’alimentazione completamente separata per i due canali, questo integrato non si scompone mai riproducendo con estrema velocità ogni variazione dinamica presente nel messaggio sonoro. Il lettore non è da meno, fa della risoluzione una delle sue armi migliori mostrando in ogni momento tutti i dettagli presenti nel disco.</p>
<p>Bellissima l’immagine che riesce a ricreare il lettore Pioneer se messo nelle condizioni giuste, abbinato a un buon monotriodo esplode in una performance molto ricercata tanto da essere davvero convincente nel ricreare la giusta atmosfera fumosa di un locale nell’ascolto del bellissimo disco di Inger Marie “By Myself”. Meno buono il risultato dell’accoppiata, con una scena piatta e che non riesce ad allargarsi al di fuori del confine dei diffusori.</p>
<p>Punto dolente nell’amplificazione Pioneer che risulta sempre essere al di sotto delle attese legate alla sua fascia di prezzo. Il suono che ne esce risulta “asettico” a tal punto da non convincere per nulla nella riproduzione dei vari strumenti. Il lettore in versione solista sfodera una performance davvero incredibile, il contenuto armonico è notevole e si percepisce soprattutto nella riproduzione di piccoli ensemble jazz, dove non si perde assolutamente nulla dei particolari presenti nelle registrazioni.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Costruzione: 9/10 </span>Sia il CDP che l’amplificatore hanno una costruzione davvero impressionante, soprattutto il CDP</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Versatilità: 7/10 </span>Il CDP è del tutto inutilizzabile per quello che sembra il futuro di una musica liquida, ha solo uscite, nessun ingresso per sfruttare l’unità di conversione di notevole suono. L’ampli implementa un ridicolo circuito per l’ingresso di una presa USB avrebbero dovuto metterla sul CDP!</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Ascolto: 7/10 </span>Il voto della accoppiata è fortemente penalizzato dalla performance dell’amplificatore senza anima, senza carattere, sembra di essere di fronte ad un prodotto A/V</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Fattore di Concretezza: 7/10 </span>Purtroppo una marca commerciale sull’usato perde tantissimo terreno arrivando a svalutarsi anche di più del 60%.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Q/P:  7/10 </span>L’amplificatore non merita il prezzo che ha per il suono e non per la costruzione che è quasi esemplare, mi verrebbe voglia di dire… NON compratelo!</p>
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		<title>Sony MDR-SA5000 &#8211; Alla ricerca del massimo dettaglio possibile.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 07:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arnaldo Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[Sony MDR-SA5000]]></category>

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		<description><![CDATA[Top-of-the-line Sony, open-air, con la fisionomia delle splendide ma ahimè non più in produzione Qualia, sono state una vera scoperta. Costruzione dell’archetto in magnesio, pad in pelle naturale, driver da 50 mm con magnete al Neodymium e cavo OFC/6N, sono alcune delle armi vincenti di questa cuffia dalla costruzione incredibile. Una larghezza di banda dichiarata [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=musicboxit.wordpress.com&amp;blog=9734871&amp;post=79&amp;subd=musicboxit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Top-of-the-line Sony, open-air, con la fisionomia delle splendide ma ahimè non più in produzione Qualia, sono state una vera scoperta.</p>
<p>Costruzione dell’archetto in magnesio, pad in pelle naturale, driver da 50 mm con magnete al Neodymium e cavo OFC/6N, sono alcune delle armi vincenti di questa cuffia dalla costruzione incredibile. Una larghezza di banda dichiarata fino a 100Khz e una gamma dinamica di 102dB portano ad un risultato timbrico ben definito, transienti velocissimi e massima precisione nella ricostruzione del messaggio musicale.  L’ergonomia della SA5000 è superba, grazie ad un archetto davvero grande permette una distribuzione uniforme dei pesi intorno alle orecchie, sembra quasi di indossare un guanto, tanto sono comode e leggere nonostante l’apparente stazza. Mi è arrivata da New York in meno di una settimana, nella sua lussuosa confezione, dove trovo uno splendido regalo fatto da Sony, il porta cuffia dedicato, leggerino ma abbastanza stabile, un accessorio che solitamente si paga a parte.</p>
<h1><span style="color:#ff0000;">L’ascolto</span></h1>
<p>Le cuffie sono davvero comodissime, sembra di non averle in alcuni momenti. Il padiglione è molto largo e le mie orecchie ci affondano dentro alla perfezione già un passo avanti rispetto alla mia Grado con i FlatPad che sono abbastanza duretti. Prima di ascoltarle le faccio sempre andare un&#8217;ora sul loro &#8220;trespolo&#8221;, non per scaldarle, ma per aumentare le ore di burn-in che in teoria dovrebbero attestarsi sui 100-150.<br />
Il cavo di collegamento di pregio molto lungo (circa 3,5 metri), come segnalato nel manuale, grazie alla biforcazione bassa permette una forte agilità, al tatto non è gommoso, ma è ricoperto da una calza in acrilico che gli dona eleganza, ben fatto il jack degno di una top-line.</p>
<p>Le misure sono molto importanti e dovrebbero raccontarci qualcosa del prodotto che stiamo valutando, ma spesso abbinamenti e una non completa mappatura 1:1 con le stesse ci porta verso altre strade.<br />
Appena indossate, si capisce subito di essere di fronte ad un oggetto che punta davvero in alto in tutti i sensi. Quello che colpisce è un dettaglio per me ascoltato solo con le Stax SR-3030 sia per la cura nella ricostruzione dei particolari della voce femminile che per la timbrica degli strumenti ad arco. Le voci maschili sono pulitissime, forse questo è davvero il punto di forza di queste cuffie, un medio &#8211; alto precisissimo, cristallino, si riesce quasi a percepire il movimento delle labbra del cantante.</p>
<p>Il paragone con la mia Grado RS1 è d’obbligo, da buon audiofilo mi porta a fare un esempio poco elegante ma calzante, la Sony si comporta come un diffusore a sospensione pneumatica, la Grado come un bass-reflex.</p>
<p>Come in ogni sistema, c&#8217;è il rovescio della medaglia, le registrazioni! Se sono buone, il suono è fluido, la micro dinamica favolosa, ma appena v’imbattete in una Natalie Merchant &#8220;Motherland&#8221; dove il microfono è saturato, queste cuffie sono spietate e vi restituiscono senza nascondere nulla gli errori alle volte banali dei fonici. Nella Grado RS1 non si evidenziata tale stortura, è che viene mitigata, sempre percettibile ma più nascosta nel tessuto musicale.<br />
Ascoltando il bellissimo cd di Hans Theessink &#8220;Slow Train&#8221;, la ricostruzione prospettica delle voci del coro è notevolissima sembra quasi, e sottolineo quasi, quella effettuata da un buon diffusore in una corretta sala d’ascolto. Rispetto alle RS1 la voce di Hans è meno densa, meno pastosa, meno cavernosa ma a tratti quasi più piacevole.<br />
Non si può nascondere che il medio-basso è sotto tono, ma ben presente e dettagliatissimo fino agli inferi tanto da percepire i particolari delle pelli che alle volte si confondono nella mia Grado RS1.<br />
Il gioco di strumenti nell&#8217;album &#8220;It&#8217;s All About Love&#8221; di Carla Cook è semplicemente fantastico, molti particolari me li ero davvero persi per strada, non sto dicendo che con la Grado RS1 questi non sono presenti, ma meno in evidenza. La Grado e le Sony sono davvero due suoni all&#8217;opposto, uno predilige una gamma medio &#8211; bassa piena e corposa che con alcune incisioni troppo “enfatizzate” crea un poco di confusione, l&#8217;altra, la Sony predilige un medio &#8211; alto precisissimo ma mai stancante, musicale e ben definito.</p>
<p>Qualche nota di utilizzo mi sembra dovuta, nei confronti di una cuffia che se ascoltata superficialmente potrebbe essere troppo spietata e senz’anima. La Sony deve essere inserita in un contesto adeguato, come ogni top-line d’altronde, ha bisogno di partner al di sopra di ogni sospetto, valvole o stato solido purché neutri, ogni anello della catena è importante per la resa sonora. Per essere correttamente valutata deve effettuare un congruo burn-in di almeno 90-100 ore. </p>
<h1><span style="color:#ff0000;">Conclusioni</span></h1>
<p>Una costruzione esemplare, un porta cuffia utilissimo e un suono che sempre più mi convince sono i punti a favore della full-size Sony. Forse si poteva osare di più, regalandoci la possibilità di cambiare il cavo accedendo ad un sicuro upgrade come per le passate Qualia. Velocissime e precise sono le cuffie ideali per l’audiofilo maturo ed esigente che vuole scandagliare a fondo ogni più piccola sfumatura dei suoi dischi.</p>
<h2><span style="color:#ff0000;">Sistema Utilizzato</span></h2>
<p><strong>Sorgente:</strong> Norma Revo CDP<br />
<strong>Amplificatori:</strong> Tektron Tube e Thory-Amp (Auto Costruito)</p>
<p><strong>Cavi Segnale e Alimentazione:</strong> AudioClass Gold</p>
<p><strong>Cuffie di Riferimento:</strong> Grado RS1 e Grado SR60</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/musicboxit.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/musicboxit.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/musicboxit.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/musicboxit.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/musicboxit.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/musicboxit.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/musicboxit.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/musicboxit.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/musicboxit.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/musicboxit.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/musicboxit.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/musicboxit.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/musicboxit.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/musicboxit.wordpress.com/79/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=musicboxit.wordpress.com&amp;blog=9734871&amp;post=79&amp;subd=musicboxit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Grado HF-2 &#8211; Custom, numerata e pure con dedica!</title>
		<link>http://musicboxit.wordpress.com/2010/06/07/grado-hf-2-custom-numerata-e-pure-con-dedica/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 07:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arnaldo Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[Grado HF2]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie ad un amico, che per curiosità audiofila non se ne lascia scappare una, sono venuto in possesso di un esemplare della Grado HF-2 per effettuare delle prove di ascolto e raccontarvi la mia esperienza. Nel 2005, John Grado patron della Grado Labs, insieme a Todd Green patron del negozio virtuale Todd The Vinyl Junkie [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=musicboxit.wordpress.com&amp;blog=9734871&amp;post=71&amp;subd=musicboxit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie ad un amico, che per curiosità audiofila non se ne lascia scappare una, sono venuto in possesso di un esemplare della Grado HF-2 per effettuare delle prove di ascolto e raccontarvi la mia esperienza.</p>
<p>Nel 2005, John Grado patron della Grado Labs, insieme a Todd Green patron del negozio virtuale Todd The Vinyl Junkie (<cite>www.<strong>ttvj</strong>.com</cite>) , elaborano un’idea che fonde insieme strategia commerciale e passione audiofila presentando così una cuffia commemorativa, la Grado HF-1, in edizione limitata dedicata agli utenti del famoso forum Head-Fi.org . Di questa cuffia ne vengono prodotti soltanto 481 esemplari, su ogni imballo viene apposto un numero identificativo e la dedica con firma di John Grado (“Happy listening! John Grado”) .Vista la popolarità e la riuscita dell’impresa, la comunità del forum Head-Fi.org chiede a gran voce un’altra cuffia, un’evoluzione della HF-1 ecco che nasce la Grado HF-2, anch’essa prodotta in serie limitata, soltanto 524 unità, con stessa dedica di John Grado.</p>
<h1><span style="color:#ff0000;">Costruzione</span></h1>
<p>La cuffia esteticamente ha l’archetto tipico di tutte le Grado attualmente in produzione realizzata in pelle con inserti in metallo e plastica. Il cavo è di sezione generosa ma più corto dello standard, la costruzione è mista, la camera di decompressione è in alluminio mentre il diaframma è montato su una base di legno come per le RS1. Al centro del pad non ci sono i “bottoncini” che identificavano la precedente HF-1, ora il modello della cuffia è indicato nella serigrafia dell’alluminio. La costruzione mista , legno-alluminio, è stata probabilmente <span style="text-decoration:line-through;">la</span> scelta per ottenere un suono meno colorato rispetto alla RS1 e dare, in questa edizione limitata, un plus valore, una differenziazione dalle serie SR ed RS. Le HF-2 vengono fornite con i pads Grado Bowl, i classici a “scodella“ se così si possono definire che nella mia sessione di ascolto non ho voluto sostituire con i Grado Flats perché non ho ritenuto necessario snaturare l’equilibrio che era stato dato alla “fuori-serie” dal suo creatore.<strong></strong></p>
<h1><span style="color:#ff0000;">Ascolto</span></h1>
<p>Mi piace il suono Grado!</p>
<p>Lo dico subito così da fugare ogni dubbio soprattutto su quello che leggerete nelle prossime righe.</p>
<p>Amo ascoltare voci, diciamo che sono un vero “feticista” della voce in generale soprattutto quella femminile. Il punto di forza di una Grado, di qualsiasi fascia di prezzo, è proprio quella piccola colorazione sulle voci che rende magico ogni ascolto, certamente non posso non riconoscere anche una gran bella gamma bassa che spesso le fa prediligere ad altri sistemi cuffie specie con determinati tipi di musica. Premesso questo, va da se che le HF-2 non potevano non incontrare i miei gusti ma un buon recensore, come mi ripeto sempre, deve mantenere una dose di sana critica anche di fronte ad un prodotto che incontra quasi del tutto i gusti personali, non a caso possiedo una Grado RS1 come mio principale riferimento.</p>
<p>Inserisco il corposo cavo della HF-2 nel mio amplificatore cuffie, metto Leela James “Let’s do it again” nel Norma Revo CD, il tutto cablato AudioClass Stella Reference e inizio ad ascoltare.</p>
<p>Fin dalle prime note non potevo che riconoscere immediatamente il suono Grado; come solitamente faccio, prima di passare ad un ascolto critico che spesso è anche noioso. Mi diverto ad ascoltare qualche disco nuovo provando vari generi tanto per assaggiare qui e la. Così facendo le ore passano in compagnia di buona musica e l’ascolto critico viene meno, rimando fino a quando posso ma mi accorgo che sto già buttando giù qualche appunto. Passo all’ultimo capolavoro di Ben Harper “White Lies for Dark Times”, un rock duro quanto basta per iniziare a scuotere di più i miei timpani che i driver delle Grado mettono subito a suo agio; infatti per le HF-2 questo tipo di musica è davvero il massimo: zero fatica di ascolto e volume alto per farsi trasportare in un ricordo di un evento live. Il driver montato su legno e la camera di compensazione in alluminio danno vita ad un suono più aperto in alto, rispetto alla RS1, meno magico sulle voci ma sempre molto raffinato. Si parla pur sempre di piccole sfumature. Ho impiegato molto per comprendere se la gamma bassa fosse più profonda o più in evidenza; bene per quello che o potuto constatare queste HF-2 hanno un medio basso semplicemente diverso, leggermente meno controllato. Metto su qualche disco che conosco perfettamente, riascolto più volte alcune tracce e mi rendo conto che lo stage è un po’ più stretto delle mie RS1, un’ impostazione ancora più monitor che per certi versi potrebbe piacere ma rispetto al passato mi sembra un limite. La nuova generazione di possibili utenti, molto legata alla musica liquida, necessita di estremi di gamma enfatizzati ed un buon costruttore/commerciante come John Grado sa seguire le richieste del mercato.</p>
<h1><span style="color:#ff0000;">Conclusioni</span></h1>
<p>In Italia ce le sogniamo certe operazioni! Anche se fosse solo tutto dettato dal profitto commerciale, sarebbe pur sempre una splendida occasione per far percepire al cliente di essere parte del sistema e non soltanto un pollo da spennare! La Grado HF-1 venduta a 200 dollari, per un’edizione commemorativa, limitata e con dedica non mi pare poi molto, passando poi ai poco più di 400 dollari per questa HF-2. Sicuramente un oggetto di culto che acquista valore nel tempo più per la rarità che per il suo valore sonico ma anche una cuffia capace di restituire alle voci quella magia che tanto cerchiamo in ogni disco che ascoltiamo, divine con il rock e palesemente votate a rappresentare il suono Americano.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/musicboxit.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/musicboxit.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/musicboxit.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/musicboxit.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/musicboxit.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/musicboxit.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/musicboxit.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/musicboxit.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/musicboxit.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/musicboxit.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/musicboxit.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/musicboxit.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/musicboxit.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/musicboxit.wordpress.com/71/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=musicboxit.wordpress.com&amp;blog=9734871&amp;post=71&amp;subd=musicboxit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Adem Ilhan “Homesongs”</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 07:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arnaldo Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica Rock]]></category>
		<category><![CDATA[Adem "Homesongs"]]></category>

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		<description><![CDATA[   Adem Ilhan da me ascoltato per la prima volta ad un concerto, come supporter di quel “genio” di Howe Gelb è stato da subito una grande scoperta, questo ragazzo di una umiltà disarmante ha ringraziato di persona ogni acquirente del suo nuovo CD presentandosi, proprio come Gelb anni prima, al banchetto del merchandising a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=musicboxit.wordpress.com&amp;blog=9734871&amp;post=68&amp;subd=musicboxit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div id="attachment_111" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://musicboxit.files.wordpress.com/2010/06/home_songs_adem.jpg"><img class="size-full wp-image-111" title="ademhomesongs" src="http://musicboxit.files.wordpress.com/2010/06/home_songs_adem.jpg?w=300&#038;h=300" alt="" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Adem &quot;Home Songs&quot;</p></div>
<p> <strong>Adem Ilhan </strong>da me ascoltato per la prima volta ad un concerto, come supporter di quel “genio” di <em>Howe Gelb </em>è stato da subito una grande scoperta, questo ragazzo di una umiltà disarmante ha ringraziato di persona ogni acquirente del suo nuovo CD presentandosi, proprio come Gelb anni prima, al banchetto del merchandising a fine concerto!</p>
<p>Una simpatica curiosità del concerto è legata al batterista di Adem, una ragazza, che si è presentata sul palco con un trolley della “Samsonite”, pensavamo avesse fretta di ripartire, invece non ci crederete, ma l’ha usato come grancassa. Adem uno dei tre elementi del gruppo di musica post-rock, i <strong>Fridge</strong> , dove era il bassista, un giorno decide di mettersi alla prova, cambia tutto, stile musicale, gioca a fare il cantautore e ci riesce davvero bene con un sound bellissimo che ti rapisce fin dal primo ascolto.</p>
<p>Il suo <em>folktronic</em>, complesso e semplice allo stesso momento, è da scoprire pezzo dopo pezzo. Un disco la cui registrazione è molto curata e proprio grazie a questo si può apprezzare la semplicità degli strumenti ma allo stesso tempo, la complessità degli intrecci fra questi prima fra tutti “Everything You Need” dove il suono delle corde della sua chitarra sono vive, intimamente graffiate, le melodie sono decorate con armonium, campane e xilofoni antichi.</p>
<p>Le pause lunghe donano un fascino a questo cantautore che sfodera al suo esordio tutto il talento che possiede affascinando l’ascoltatore nota dopo nota.<br />
Struggente “Gone Away… “se non è folk questo, l’uso sublime di piccoli strumenti crea un accompagnamento alla chitarra davvero particolare, una cura del dettaglio fin dalle prime note ascoltato fino ad ora con Damien Rice in “O”.<br />
Ascoltando “Pillow”, mi vien in mente l’album di Bjork “Vespertine”, sono indeciso se pensarla come una delicatissima “ninna nanna“ o una stupenda dichiarazione d’amore.<br />
Il silenzio della notte, ma anche quello di una nevicata, forse non a caso “Pillow” termina con le note…. a voi scoprirlo.<br />
“These Are Your Friends”, TOCCANTE NEL SUO SEMPLICE RITORNELLO “Ognuno ha bisogno di qualche aiuto a volte”, altissimo contenuto di umiltà.<br />
Homesongs è un concentrato di folk-rock inglese che magicamente Adem riesce ad arricchire grazie all’influenza delle sue origini, necessariamente da ascoltare a luce spenta, magari nel silenzio della notte per non perdere ogni più piccolo particolare, per calarsi nell’atmosfera che il disco vuole ricreare, dolci suoni talvolta sussurrati ruotano intorno come un turbinio di emozioni.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/musicboxit.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/musicboxit.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/musicboxit.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/musicboxit.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/musicboxit.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/musicboxit.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/musicboxit.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/musicboxit.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/musicboxit.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/musicboxit.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/musicboxit.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/musicboxit.wordpress.com/68/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/musicboxit.wordpress.com/68/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/musicboxit.wordpress.com/68/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=musicboxit.wordpress.com&amp;blog=9734871&amp;post=68&amp;subd=musicboxit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Continuiamo a farci del male!</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arnaldo Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[Audio Acustica]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto tempo è passato da quando ho scritto l’articolo per una corretta composizione della stanza d’ascolto, ma poco è cambiato leggendo le continue assurdità che gli audiofili scrivono sui forum audio. Le differenze di sfumature tra diversi cavi, le piccole differenze tra valvole di marche diverse, il comportamento di una determinata elettronica, tutti parametri riscontrabili [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=musicboxit.wordpress.com&amp;blog=9734871&amp;post=60&amp;subd=musicboxit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto tempo è passato da quando ho scritto <a href="http://www.romaaudioclub.it/opinabile/Acustica.html">l’articolo</a> per una corretta composizione della stanza d’ascolto, ma poco è cambiato leggendo le continue assurdità che gli audiofili scrivono sui forum audio.<br />
<strong>Le differenze di sfumature tra diversi cavi, le piccole differenze tra valvole di marche diverse, il comportamento di una determinata elettronica, tutti parametri riscontrabili con grande fatica ma soprattutto con una corretta sala audio.<br />
</strong>Spesso ci imbattiamo in assurdi proseliti da parte di audiofili affascinati dall’ultimo cavo osannato dal solito recensore, <span style="color:#ff0000;"><strong>che tra l’altro non l’ha nemmeno provato</strong></span>. Nelle riviste si parla solo di prodotti milionari dalle capacità strabilianti e sempre di più non si vedono le foto delle salette dei recensori, dove è stato inserito il prodotto in prova. Più il tempo passa più sembra di leggere delle brochure pubblicitarie e sempre di più gli audiofili sono distratti e fuorviati da una stampa che non istruisce, ma crea false speranze consigliando di volta in volta un nuovo prodotto che promette mirabilie rispetto al precedente provato un mese prima!<br />
Ecco che l’audiofilo compra l’ultimo cavo da 1000€ pensando di risolvere quegli errori che lui stesso inconsapevolmente non sa di aver commesso nel momento in cui ha acquistato un diffusore troppo grande per il suo ambiente o ha inserito il suo impianto in una “<em>macelleria</em>” (leggi stanza piena di marmi).<br />
Perché spendere milioni di euro per tentare di far correre una Ferrari su un percorso sterrato di montagna?<br />
Quello che le riviste non dicono è che ogni impianto prima di essere acquistato andrebbe ben ponderato e parte della somma a lui destinata dovrebbe essere diretta verso prodotti che possono favorirne l’accoglienza nella stanza predestinata, se questi ultimi accorgimenti non si possono avere per incompatibilità con le scelte della propria compagna, <strong>allora è molto meglio acquistare un buon sistema cuffia</strong>. Spendere molti soldi per cambiare vorticosamente apparecchi, cavi e diffusori in un ambiente non idoneo fa solo bene a chi questi prodotti li vende.<br />
D’altronde dovremmo acquistare un impianto audio per ascoltare musica e non per farci trasportare in un gioco, l’audiofilia, che si è bello, ma se correttamente inserito nel contesto della ricerca del suono ideale con una base ben salda che è l’acustica del vostro ambiente di ascolto.<br />
Meglio un CD/LP in più che il solito cambio di diffusori.<br />
Buona musica.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/musicboxit.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/musicboxit.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/musicboxit.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/musicboxit.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/musicboxit.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/musicboxit.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/musicboxit.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/musicboxit.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/musicboxit.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/musicboxit.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/musicboxit.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/musicboxit.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/musicboxit.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/musicboxit.wordpress.com/60/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=musicboxit.wordpress.com&amp;blog=9734871&amp;post=60&amp;subd=musicboxit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Depeche Mode &#8220;Sounds of the Universe&#8221;</title>
		<link>http://musicboxit.wordpress.com/2009/10/09/depeche-mode-sounds-of-the-universe/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 08:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arnaldo Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica Rock]]></category>
		<category><![CDATA[Depeche Mode Sounds of the Universe]]></category>

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		<description><![CDATA[Spegnete la luce alzate il volume e sarete pronti per un nuovo viaggio nel passato! I Depeche Mode sono tornati…..indietro. Dopo un paio d’album con poca anima, si qualche singolo in vetta alle classifiche, ma niente di più, ben lontani dai capolavori che sapientemente uscivano dalle mani di Martin Lee Gore e dalla voce di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=musicboxit.wordpress.com&amp;blog=9734871&amp;post=51&amp;subd=musicboxit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://depechemodeblog.com/wp-content/uploads/depeche-mode-sounds-of-the-universe-cd-cover-300x300.jpg" alt="Copertina Disco" /><br />
Spegnete la luce alzate il volume e sarete pronti per un nuovo viaggio nel passato!<br />
I Depeche Mode sono tornati…..indietro.<br />
Dopo un paio d’album con poca anima, si qualche singolo in vetta alle classifiche, ma niente di più, ben lontani dai capolavori che sapientemente uscivano dalle mani di Martin Lee Gore e dalla voce di David Gahan. La loro massima espressione Violator chi non lo ricorda con un poco di nostalgia, qualche spiraglio di luce si era visto in Ultra con delle contaminazioni orientali bellissime (Freestate).<br />
Ora dopo qualche litigio e qualche album da solisti, i Depeche Mode tornano con un album bellissimo, coinvolgente e pieno di quella elettronica semplice come in “Little Soul” e la seguente” In Sympathy “ che tanto ricorda ’82 di A Broken Frame, appena agli inizi di questo gruppo.<br />
Andate avanti e scoprirete “Peace”, non ditemi che non vi ricorda qualcosa! Rinfrescatevi la memoria e riascoltatevi l’album Speak &amp; Spell, poi capirete da soli. Non c’è alcun dubbio, Gore ha fatto un passo indietro tornando un pochino alle origini ma mantenendo quella capacità di creare sempre cose nuove come in Ultra. Il trasporto a cui eravamo abituati in Songs of Faith and Devotion o nella stupenda, mi rimarrà per sempre nel cuore, Personal Jesus, non lo avremo più. La spinta “interiore” che alcuni componenti della band hanno avuto all’epoca si è spenta o è mutata, si cresce e i fantasmi pian piano…passano in secondo piano, si nascondono.<br />
Come si fa a classificare poco coinvolgente una stupenda Jezebel, ascoltatela e ritroverete parte di quel trasporto di cui parlavo prima.<br />
Guardatevi le prove di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=yaGKZsgA_u0">Wrong in Studio</a><br />
E’ vero si è tornati indietro, sarà vintage utilizzare certi strumenti ma le stupende ballate che ne vengono fuori sono quelle che hanno fatto la fortuna, nel passato, di questo gruppo che ricordo fa musica dall’80.<br />
La critica di uno dei maggiori siti di musica italiana l’ha praticamente distrutto questo album targandolo come uno dei peggiori del gruppo, mi meraviglio un pochino anzi quasi per nulla visto che ultimamente scrivono recensioni signori che ascoltano si e no mezzo disco, altre ad avere poca conoscenza di tutta la discografia. A questo proposito, ho visto sul canale musicale italiano più importante un’intervista assurda al cantante David Gahan; mi sarei aspettato qualche domanda di musica, che so io, le contaminazioni, perché il ritorno alla vecchia scuola oppure una nota sulla differenza tra il lontanissimo Violator e il poco recente Exciter, insomma da un canale musicale questo mi aspetto! Invece le uniche domande erano di Gossip, semplice e assolutamente fuori luogo e la musica?<br />
Un album bellissimo per gli amanti VERI dei Depeche Mode, da ascoltare possibilmente con le cuffie Grado SR60, guardate questo <a href="http://pitchfork.com/tv/#/musicvideo/690-depeche-mode-come-back-emi">link</a>.<br />
Come sempre….buon ascolto!<br />
Arnaldo Lombardi.</p>
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