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Depeche Mode “Sounds of the Universe”

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Spegnete la luce alzate il volume e sarete pronti per un nuovo viaggio nel passato!
I Depeche Mode sono tornati…..indietro.
Dopo un paio d’album con poca anima, si qualche singolo in vetta alle classifiche, ma niente di più, ben lontani dai capolavori che sapientemente uscivano dalle mani di Martin Lee Gore e dalla voce di David Gahan. La loro massima espressione Violator chi non lo ricorda con un poco di nostalgia, qualche spiraglio di luce si era visto in Ultra con delle contaminazioni orientali bellissime (Freestate).
Ora dopo qualche litigio e qualche album da solisti, i Depeche Mode tornano con un album bellissimo, coinvolgente e pieno di quella elettronica semplice come in “Little Soul” e la seguente” In Sympathy “ che tanto ricorda ’82 di A Broken Frame, appena agli inizi di questo gruppo.
Andate avanti e scoprirete “Peace”, non ditemi che non vi ricorda qualcosa! Rinfrescatevi la memoria e riascoltatevi l’album Speak & Spell, poi capirete da soli. Non c’è alcun dubbio, Gore ha fatto un passo indietro tornando un pochino alle origini ma mantenendo quella capacità di creare sempre cose nuove come in Ultra. Il trasporto a cui eravamo abituati in Songs of Faith and Devotion o nella stupenda, mi rimarrà per sempre nel cuore, Personal Jesus, non lo avremo più. La spinta “interiore” che alcuni componenti della band hanno avuto all’epoca si è spenta o è mutata, si cresce e i fantasmi pian piano…passano in secondo piano, si nascondono.
Come si fa a classificare poco coinvolgente una stupenda Jezebel, ascoltatela e ritroverete parte di quel trasporto di cui parlavo prima.
Guardatevi le prove di Wrong in Studio
E’ vero si è tornati indietro, sarà vintage utilizzare certi strumenti ma le stupende ballate che ne vengono fuori sono quelle che hanno fatto la fortuna, nel passato, di questo gruppo che ricordo fa musica dall’80.
La critica di uno dei maggiori siti di musica italiana l’ha praticamente distrutto questo album targandolo come uno dei peggiori del gruppo, mi meraviglio un pochino anzi quasi per nulla visto che ultimamente scrivono recensioni signori che ascoltano si e no mezzo disco, altre ad avere poca conoscenza di tutta la discografia. A questo proposito, ho visto sul canale musicale italiano più importante un’intervista assurda al cantante David Gahan; mi sarei aspettato qualche domanda di musica, che so io, le contaminazioni, perché il ritorno alla vecchia scuola oppure una nota sulla differenza tra il lontanissimo Violator e il poco recente Exciter, insomma da un canale musicale questo mi aspetto! Invece le uniche domande erano di Gossip, semplice e assolutamente fuori luogo e la musica?
Un album bellissimo per gli amanti VERI dei Depeche Mode, da ascoltare possibilmente con le cuffie Grado SR60.
Come sempre….buon ascolto!
Arnaldo Lombardi.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 ottobre 2009 da in Musica Rock con tag .

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