Sound&Music Blog

Recensioni Musica e Componenti Audio

Grado HF-2 – Custom, numerata e pure con dedica!

Grazie ad un amico, che per curiosità audiofila non se ne lascia scappare una, sono venuto in possesso di un esemplare della Grado HF-2 per effettuare delle prove di ascolto e raccontarvi la mia esperienza.

Numero di serie e dedica!

Numero di serie e dedica!

Nel 2005, John Grado patron della Grado Labs, insieme a Todd Green patron del negozio virtuale Todd The Vinyl Junkie (www.ttvj.com) , elaborano un’idea che fonde insieme strategia commerciale e passione audiofila presentando così una cuffia commemorativa, la Grado HF-1, in edizione limitata dedicata agli utenti del famoso forum Head-Fi.org . Di questa cuffia ne vengono prodotti soltanto 481 esemplari, su ogni imballo viene apposto un numero identificativo e la dedica con firma di John Grado (“Happy listening! John Grado”) .Vista la popolarità e la riuscita dell’impresa, la comunità del forum Head-Fi.org chiede a gran voce un’altra cuffia, un’evoluzione della HF-1 ecco che nasce la Grado HF-2, anch’essa prodotta in serie limitata, soltanto 524 unità, con stessa dedica di John Grado.

Costruzione

La cuffia esteticamente ha l’archetto tipico di tutte le Grado attualmente in produzione realizzata in pelle con inserti in metallo e plastica. Il cavo è di sezione generosa ma più corto dello standard, la costruzione è mista, la camera di decompressione è in alluminio mentre il diaframma è montato su una base di legno come per le RS1. Al centro del pad non ci sono i “bottoncini” che identificavano la precedente HF-1, ora il modello della cuffia è indicato nella serigrafia dell’alluminio. La costruzione mista , legno-alluminio, è stata probabilmente la scelta per ottenere un suono meno colorato rispetto alla RS1 e dare, in questa edizione limitata, un plus valore, una differenziazione dalle serie SR ed RS. Le HF-2 vengono fornite con i pads Grado Bowl, i classici a “scodella“ se così si possono definire che nella mia sessione di ascolto non ho voluto sostituire con i Grado Flats perché non ho ritenuto necessario snaturare l’equilibrio che era stato dato alla “fuori-serie” dal suo creatore.

Ascolto

Mi piace il suono Grado!

Lo dico subito così da fugare ogni dubbio soprattutto su quello che leggerete nelle prossime righe.

Amo ascoltare voci, diciamo che sono un vero “feticista” della voce in generale soprattutto quella femminile. Il punto di forza di una Grado, di qualsiasi fascia di prezzo, è proprio quella piccola colorazione sulle voci che rende magico ogni ascolto, certamente non posso non riconoscere anche una gran bella gamma bassa che spesso le fa prediligere ad altri sistemi cuffie specie con determinati tipi di musica. Premesso questo, va da se che le HF-2 non potevano non incontrare i miei gusti ma un buon recensore, come mi ripeto sempre, deve mantenere una dose di sana critica anche di fronte ad un prodotto che incontra quasi del tutto i gusti personali, non a caso possiedo una Grado RS1 come mio principale riferimento.

Inserisco il corposo cavo della HF-2 nel mio amplificatore cuffie, metto Leela James “Let’s do it again” nel Norma Revo CD, il tutto cablato AudioClass Stella Reference e inizio ad ascoltare.

Fin dalle prime note non potevo che riconoscere immediatamente il suono Grado; come solitamente faccio, prima di passare ad un ascolto critico che spesso è anche noioso. Mi diverto ad ascoltare qualche disco nuovo provando vari generi tanto per assaggiare qui e la. Così facendo le ore passano in compagnia di buona musica e l’ascolto critico viene meno, rimando fino a quando posso ma mi accorgo che sto già buttando giù qualche appunto. Passo all’ultimo capolavoro di Ben Harper “White Lies for Dark Times”, un rock duro quanto basta per iniziare a scuotere di più i miei timpani che i driver delle Grado mettono subito a suo agio; infatti per le HF-2 questo tipo di musica è davvero il massimo: zero fatica di ascolto e volume alto per farsi trasportare in un ricordo di un evento live. Il driver montato su legno e la camera di compensazione in alluminio danno vita ad un suono più aperto in alto, rispetto alla RS1, meno magico sulle voci ma sempre molto raffinato. Si parla pur sempre di piccole sfumature. Ho impiegato molto per comprendere se la gamma bassa fosse più profonda o più in evidenza; bene per quello che o potuto constatare queste HF-2 hanno un medio basso semplicemente diverso, leggermente meno controllato. Metto su qualche disco che conosco perfettamente, riascolto più volte alcune tracce e mi rendo conto che lo stage è un po’ più stretto delle mie RS1, un’ impostazione ancora più monitor che per certi versi potrebbe piacere ma rispetto al passato mi sembra un limite. La nuova generazione di possibili utenti, molto legata alla musica liquida, necessita di estremi di gamma enfatizzati ed un buon costruttore/commerciante come John Grado sa seguire le richieste del mercato.

Grado HF2

Grado HF2

Conclusioni

In Italia ce le sogniamo certe operazioni! Anche se fosse solo tutto dettato dal profitto commerciale, sarebbe pur sempre una splendida occasione per far percepire al cliente di essere parte del sistema e non soltanto un pollo da spennare! La Grado HF-1 venduta a 200 dollari, per un’edizione commemorativa, limitata e con dedica non mi pare poi molto, passando poi ai poco più di 400 dollari per questa HF-2. Sicuramente un oggetto di culto che acquista valore nel tempo più per la rarità che per il suo valore sonico ma anche una cuffia capace di restituire alle voci quella magia che tanto cerchiamo in ogni disco che ascoltiamo, divine con il rock e palesemente votate a rappresentare il suono Americano.

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 7 giugno 2010 da in Audio con tag .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: