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PIONEER PD-D9 MK2-K & PIONEER A-9 A-MK2-K

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“E’ garantito che alcune delle migliori orecchie del mondo hanno approvato questi prodotti.” AIR Studios

Peter Gabriel, Coldplay, Robbie Williams, Muse, Damien Rice, Bjork, Madonna e Sting, sono solo alcuni nomi dei grandi della musica che si sono avvalsi della collaborazione degli Air Studios. Il lettore Super Audio CD Pioneer PD-D9 MK2-K e l’amplificatore integrato A-9 A-MK2-K, qui in prova, portano sovraimpresso il logo di questi famosissimi studi di registrazione che hanno pesantemente influito sui risultati sonici di questi prodotti. La collaborazione da parte degli Air Studios è un vero e proprio “Sound Tuning” mediante prove di ascolto nelle loro sale di controllo con una giuria composta di tecnici di registrazione, missaggio e ingegneri del suono per tutta la fase di sviluppo del prodotto, soltanto quando le prove finali di ascolto sono complete, il prototipo è rispedito in Giappone per la messa in produzione. Date queste premesse mi sono avvicinato alla coppia Pioneer con grande curiosità ma soprattutto con grandi aspettative sonore. Mi chiedevo se un colosso dell’elettronica come Pioneer aveva bisogno di uno sponsor così ad alto livello per presentare i suoi nuovi prodotti? Chi non ricorda la serie Exclusive oppure la meccanica CD Stable Platter, tempi passati quando l’hi-end era cavalcato anche da questi marchi che oggi definiamo “commerciali” poiché ormai quasi del tutto disinteressati a questa fascia di mercato. I tempi sono lontani com’è lontana anche l’impostazione, se la sigla A-9 A MK2-K dovesse ricordare il favoloso A-09, ogni paragone sarebbe davvero impietoso per il nuovo prodotto che comunque si definisce di fascia hi-end ma in verità già dalle prime note dimostra di non farne parte. L’amplificatore Pioneer si presenta con un disegno morbido, votato al minimalismo con solo due manopole sul frontale e un piccolo schermo LCD che dovrebbe fornire informazioni sull’ingresso selezionato, un poco troppo piccolino perché sia visibile dal punto di ascolto della mia sala audio. Ricco d’ingressi, è presente in onore del passato un comodissimo stadio Phono sia MM che MC, e per apertura verso il futuro della musica liquida un ingresso USB che accetta file MP3, WMA o AAC, dotato di un circuito il “Sound Retriever” che “ripristina la qualità audio del CD nel dinamismo musicale“. Solido nella costruzione, ordinatissimo l’interno grazie soprattutto alla costruzione dual-mono che idealmente divide il cabinet in maniera speculare in due parti. A ridosso del pannello frontale troviamo due trasformatori toroidali e il blocco condensatori della sezione alimentazione. La parte posteriore è decisamente molto curata se si esclude un’infelice posizione della vaschetta per il cavo di alimentazione che è troppo vicino ai bellissimi e robusti connettori di uscita, quasi d’obbligo l’uso di banane per il cavo di potenza. Pesantissimo, in alluminio, il telecomando che esegue tutte le funzioni presenti sull’amplificatore. Il lettore Super Super Audio CD, in fatto di costruzione non è da meno, particolare il suo peso che è lo stesso dell’amplificatore, sbirciando all’interno, il telaio è diviso per metà, da una parte alimentazione e dall’altra meccanica di lettura e sezione D/A. A ridosso del pannello posteriore, sul lato della vaschetta dell’alimentazione troviamo due trasformatori R-Core schermati da una calotta metallica, uno per la sezione digitale e uno per la sezione analogica. La struttura del lettore è molto rigida e poggia su supporti TAOC Hi-Carbon, comodissimo il pannello posteriore con gli RCA di uscita analogica ben distanziati e di ottima fattura, è presente anche un’uscita digitale SPDIF sia Coassiale sia Ottica. Osservando il lettore più da vicino, si nota la pregevole unità di conversione affidata ai Wolfson WM8741 che gestiscono sia segnali in PCM 24bit/192K che Direct-Stream DSD, la sezione analogica è affidata a due Op-Amp di produzione Pioneer Electronics per canale. Anche per il lettore SACD è presente un pesante telecomando in alluminio dal quale si può accedere a tutte le funzioni presenti, compresa la possibilità di abilitare o meno il filtro digitale avanzato Legato Link Pro, il quale a detta di Pioneer permette di avere un suono più naturale e fluido. Quando in redazione mi sono stati consegnati questi apparecchi, se n’è discusso un pochino, e ogni volta che ascoltavo in particolare il lettore Pioneer, mi tornavano alla mente queste parole “Per me questo lettore è una macchina finita!”. Devo confessare che per certi versi concordo con questa frase, mi spiego meglio, il fatto di continuare a investire su un supporto come l’SACD ormai del tutto fallito, ha poco senso, come non si comprende la scelta di inserire un ingresso USB nell’ampli piuttosto che nel lettore, così facendo si pone il prodotto in una totale chiusura verso il futuro e si perde una buona fetta di mercato. Inserendo il lettore nel mio set-up cuffie, ho subito riscontrato l’estremo micro dettaglio di cui è capace questo Pioneer, per un amante delle voci come sono io, potrebbe essere una scelta perfetta nella fascia mid-price. Durante gli ascolti nella mia sala audio ho avuto modo di costatare la grande capacità di ricreare una scena ben stabile e molto credibile per merito del lettore Pioneer, non dello stesso livello il risultato ottenuto con l’amplificatore che è stato fin troppo approssimativo, quasi grossolano nel dipanare trame musicali complesse. Una felice combinazione, che mi preme segnalare, si è rivelata collegando il lettore a un integrato a valvole, immediatamente mi sono accorto di una quantità di dettagli che erano messi in evidenza, una rifinitura curatissima sulle voci in particolare quelle femminili, l’ottima dinamica del Pioneer dona anche più vitalità ai pochissimi Watt (3,5) a disposizione del monotriodo Tektron.

Tektron TK50S-I-REF

Tektron TK50S-I-REF

Una strana coppia in tutti i sensi, soprattutto dalle dimensioni miniaturizzate dello schermo presente su entrambe gli apparecchi. Purtroppo come accade spesso anche a famosi marchi Hi-End, non sempre costruzione impeccabile (interna) porta a un ottimo risultato sonico, in questo caso altalenante, visto che il CDP ha sfoderato una performance incredibilmente convincente su tutti i parametri, in particolar modo sulle voci e sulla ricchezza armonica e di dettaglio, mentre l’amplificatore si è dimostrato a tratti confuso, con una scena “co-stretta” nei diffusori, dal suono senz’anima che non mi ha convinto per nulla. Prima dell’acquisto consiglio un ascolto attento e possibilmente nel proprio impianto. Particolarmente invitante l’abbinamento del lettore con amplificazioni valvolari costruendo a un suono ricco e dall’immagine molto ben definita nelle tre dimensioni, ricordandosi sempre di prestare una certa cura nella scelta del cavo di alimentazione del tipo Van den Hul MainsStream oppure l’ottimo sempreverde Mit ZetaCord 2, meno impegnativo il cavo di segnale, io ho trovato molto equilibrato l’uso dell’AudioClass Stella con il Tektron TK50S-I-REF. Se si dovesse formulare un giudizio solo sul suono, il lettore Pioneer avrebbe il massimo dei voti ma il mercato richiede oggi un’attenzione maggiore all’apertura verso il futuro, che è sicuramente incerto però già pieno di concorrenti agguerritissimi che questo lettore potrebbe sbaragliare con un piccolo aggiornamento introducendo almeno un ingresso usb, sfruttando così tutta la qualità della sezione di conversione D/A. Porre queste elettroniche nella fascia Hi-End, così recita la brochure pubblicitaria, mi sembra azzardato, la distanza con apparecchi come i Norma dal costo triplo è ben evidente soprattutto nel confronto uno-a-uno con l’amplificazione.

Cosa ti aspetti da una marca “commerciale” che se volesse potrebbe sbaragliare tutto il mercato Hi-End con pochi oggetti costruiti e ingegnerizzati con il “know how” di uno dei colossi più grandi dell’elettronica? Mi aspetto di tutto! Infatti, è quello che è successo ascoltando due realizzazioni che dovrebbero viaggiare sulla stessa linea di suono data l’appartenenza alla medesima fascia. Tutt’altro, questi due prodotti sono così profondamente distanti da sembrare estranei o concepiti da team di sviluppo profondamente differenti. L’amplificatore per molti versi mi è sembrato sotto la media, sia come concezione sia come suono, risultato completamente opposto per il CDP che all’ascolto si è rivelato un vero campione di raffinatezza sonica. Se avessi bisogno di una sorgente da abbinare a un amplificatore di classe anche medio alta, non avrei dubbi, sceglierei questo Pioneer PD-D9 MK2-K, con tutti i suoi limiti di upgrade futuri, sicuro di puntare su una raffinatezza sonica fuori dal comune in questa fascia di prezzo.

L’Ascolto:  Il suono dell’amplificatore non gode di un particolare equilibrio, la sua gamma bassa e medio-bassa sono leggermente arretrate ma ben controllate, questo predilige di conseguenza la parte alta che purtroppo risulta essere di grana fin troppo grossa. Il lettore a confronto è un piccolo campione, un ottimo risultato si ottiene su tutta la gamma facendo qualche piccola attenzione ai cavi utilizzati, in particolar modo a quello di alimentazione.

Di fronte ad un dual-mono, com’è, l’ampli Pioneer, mi aspetto che non abbia problemi di capacità dinamica, infatti, così è stato. Forte di un’alimentazione completamente separata per i due canali, questo integrato non si scompone mai riproducendo con estrema velocità ogni variazione dinamica presente nel messaggio sonoro. Il lettore non è da meno, fa della risoluzione una delle sue armi migliori mostrando in ogni momento tutti i dettagli presenti nel disco.

Bellissima l’immagine che riesce a ricreare il lettore Pioneer se messo nelle condizioni giuste, abbinato a un buon monotriodo esplode in una performance molto ricercata tanto da essere davvero convincente nel ricreare la giusta atmosfera fumosa di un locale nell’ascolto del bellissimo disco di Inger Marie “By Myself”. Meno buono il risultato dell’accoppiata, con una scena piatta e che non riesce ad allargarsi al di fuori del confine dei diffusori.

Punto dolente nell’amplificazione Pioneer che risulta sempre essere al di sotto delle attese legate alla sua fascia di prezzo. Il suono che ne esce risulta “asettico” a tal punto da non convincere per nulla nella riproduzione dei vari strumenti. Il lettore in versione solista sfodera una performance davvero incredibile, il contenuto armonico è notevole e si percepisce soprattutto nella riproduzione di piccoli ensemble jazz, dove non si perde assolutamente nulla dei particolari presenti nelle registrazioni.

Costruzione: 9/10 Sia il CDP che l’amplificatore hanno una costruzione davvero impressionante, soprattutto il CDP

Versatilità: 7/10 Il CDP è del tutto inutilizzabile per quello che sembra il futuro di una musica liquida, ha solo uscite, nessun ingresso per sfruttare l’unità di conversione di notevole suono. L’ampli implementa un ridicolo circuito per l’ingresso di una presa USB avrebbero dovuto metterla sul CDP!

Ascolto: 7/10 Il voto della accoppiata è fortemente penalizzato dalla performance dell’amplificatore senza anima, senza carattere, sembra di essere di fronte ad un prodotto A/V

Fattore di Concretezza: 7/10 Purtroppo una marca commerciale sull’usato perde tantissimo terreno arrivando a svalutarsi anche di più del 60%.

Q/P:  7/10 L’amplificatore non merita il prezzo che ha per il suono e non per la costruzione che è quasi esemplare, mi verrebbe voglia di dire… NON compratelo!

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Questa voce è stata pubblicata il 7 giugno 2010 da in Audio con tag , .
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