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Recensioni Musica e Componenti Audio

Tektron TK2A3SI-REF

3 watt oggi… è davvero follia?

Quando mi chiedono,”ma il vostro sito è una rivista on-line?”.
Io rispondo, “assolutamente no!”.
Non siamo una rivista che fa recensioni di apparecchi, siamo un sito informativo curato da appassionati che si sono presi il compito di segnalare, alla comunità audiofila, dischi, libri di musica ed apparecchi hi-fi che noi riteniamo interessanti.
Ormai non si leggono più vere critiche o impressioni suscitate dall’ascolto di un certo componente, tutto è palesemente scontato, si ha sempre più la certezza di leggere delle brochure dal “brodo” allungato, il fatto, secondo me grave, è che non si trovano nemmeno informazioni su come abbinare il componente e spesso sembra che ci si dimentichi del tutto che è l’interazione ambiente catena a suonare e non il singolo componente.
Quasi per caso tempo fa leggevo su una rivista on-line 6moons internazionale, grazie ai suoi recensori sparsi per il globo, di una ditta italiana costruttrice di amplificazioni valvolari.

Questa italianissima ditta è la Tektron Italia.
Al Roma Audio Show 2008 conosco il gentilissimo Attilio Caccamo patron della Tektron, pochi scambi di parole mi fanno capire perché questa dinamica ditta italiana ha successo più all’estero che nel proprio paese, davvero rimango sempre più perplesso da questo panorama nazionale pieno di contraddizioni interne.
Passano alcuni mesi e Attilio mi invia un integrato Tektron con il commento “ti sorprenderà”.
Aveva intenzione di incuriosirmi e c’è riuscito davvero!
Collego questo grazioso amplificatore fatto di prezioso legno, ampolle di vetro e una lucidissima piastra di rame al posto del mio integrato Norma IPA 100 R, che a confronto sembra quasi sgraziato nella sua umile e seriosa veste di alluminio spazzolato.
Avere a disposizione circa 3 watt mi faceva sorridere, pensavo che avrei presto spento tutto per provare l’integrato a casa di qualche amico audiofilo del Club provvisto di diffusori con sensibilità molto alta, questo però non è accaduto.
  
Da qualche mese il mio impianto ha degli ospiti davvero particolari, in luogo delle Harbeth LS5/12A (che sarebbero state impossibili da pilotare con soli 3 Watt dati i loro 81,5db di sensibilità) ci sono le H.E.O.L.O., dei diffusori da pavimento di 88,5db di sensibilità che oserei definire….camaleontici! Mai ascoltato un diffusore così semplice da pilotare e che si trova a suo agio con tutto….persino con soli 3 watt in un ambiente molto trattato acusticamente e di 25mq!!!
Ho passato 2 settimane in compagnia di questo splendido gioiello sonoro, non lo avrei nemmeno voluto restituire tanto mi era piaciuto, tanto mi aveva rapito la sua estrema musicalità.
Stessi cavi di potenza (Audience Conductor), stesso cavo di segnale (Dromos EOS) stessi ma preziosi cavi alimentazione (AudioClass) nulla era cambiato nella catena se non l’amplificazione…ma che dolce suono.
Sono sempre stato innamorato della voce di una VT10Y (1,5watt) ascoltata con un Fostex + TW, sognavo un giorno di replicare la cosa con una valvola meno critica come la 2A3, che equipaggia il Tektron, ma mi è mancato sempre il coraggio e l’aver scelto dei monitor difficili, mi è mancata anche l’occasione. Nel cammino di un audiofilo ci sono molti ostacoli, si fanno molti sbagli, si cambia spesso direzione, però arriva un momento nel quale si capisce quale è il proprio ideale di suono. A questo punto si deve scegliere se continuare a giocare per divertirsi, come fanno molti audiofili, oppure fermarsi e godersi il proprio punto di arrivo, che non necessariamente è costellato di watt e estensione in frequenza da manuale.
 
Nel mio caso, prediligo una estrema raffinatezza in una zona detta la zona del “calore”, non posso quindi nascondere che ascolto molte voci sia femminili che maschili, molti quartetti d’archi, mi piace la ricerca del particolare ecco perché amo incondizionatamente un cantautore di nome Howe Gelb; tutto questo per dirvi che ascoltare questo Tektron con la 2A3 per me è stato davvero una occasione stupenda.
Inutile, per me, rimarcare il fatto che quando si è di fronte ad un oggetto davvero interessante, tutti i test passano in secondo piano, ogni parametro lascia il posto alle note, quelle dolci note che rendono una voce femminile ancora più sensuale e viva, quella maschile più carnosa e bassa.
 
Con le H.E.O.L.O. capaci di una ricostruzione scenica davvero da brivido, Gelb si accomoda tra i diffusori con quella sua melodia così particolare da risultare alle volte geniale, la sua chitarra finemente riprodotta con dei contorni meno netti da quelli del Norma, ma decisamente più suadenti.
Solitamente ascolto a luce spenta, devo confessare che il bagliore delle 2A3 è incantevole, l’oggetto in penombra restituisce un fascino old style molto accattivante che aggiunge quel tocco in più ad una riproduzione già di per se veramente buona.
Provo a stemperare il suadente suono, collegando al posto del Dromos Eos un Bullet Plug Express6, il messaggio si fa più incisivo, un tantino più a freno il mediobasso che rimane per me un miracolo di un connubio quasi perfetto tra il Tektron e le H.E.O.L.O. , la tromba di Rava in The man I love di Gershwin dell’album TATI passa da un colore ottone lievemente lucidato ad un luccichio quasi accecante. Questo amplificatore risponde molto bene al carattere dei collegamenti, regalando una possibilità incredibile di sfumature sonore, mi diceva Attilio, dipendenti molto anche dalla tipologia di valvole montate.
 
Avrei voluto avere più tempo per poter riassaporare molti dei miei dischi, penso a quanto avrei potuto scoprire di bello nel cd LIVE AT BLUES ALLEY di Eva Cassidy, davvero un disco imperdibile!
Capisco che il paragone con il Norma sia abbastanza fuori canone, ma vi garantisco che non ho mai passato tanto tempo a capire tra le due filosofie quale fosse la migliore, forse non c’è, forse non si deve ricercare sempre il confronto ma è naturale che nella nostra mente avvenga.
Oggi posso affermare che se avessi un diffusore di sensibilità medio alta, direi intono ai 90db/1W/1mt , non tralascerei di provare un confronto tra uno stato solido di grana molto fine e un “nanerottolo” dai pochi watt tutta magia.
Tutto potrebbe farmi propendere per il Tektron o per il Norma a seconda della grandezza della stanza e al tipo di approccio che ho verso la musica.

Conclusioni
Se siete amanti di un suono suadente, mai affaticante che al momento sa restituire il giusto attacco dinamico, se avete un diffusore che non sia un mini-monitor dalla sensibilità infernale, se ascoltate tanta musica e tralasciate le manie audiofile….. allora fate del tutto per ascoltare questo gioiellino sonoro!

Qualche nota a margine
L’amplificatore mi è arrivato con valvole 2A3 marcate Fivre, le driver 6SN7 marcate RCA e la raddrizzatrice una 5931 Sylvania (5U4).
L’accensione, dei soli filamenti, avviene con un interruttore posto frontalmente, dopo circa 30sec.
Si può girare la manopolina dello stan-by per dare corrente al circuito, così da allungare il tempo di vita delle finali evitando lo stress all’accensione.
La regolazione del bias è davvero elementare grazie ai due milliamperometri, uno per valvola finale, posti accanto ai trasformatori.
Io l’ho tarato una volta e non è mai cambiato.
Le connessioni sono veramente ottime, WBT per le uscite di potenza e ottime RCA per i tre ingressi.
Secondo la mia esperienza, visto il prezzo dell’apparecchio, l’unica nota stonata sono le manopole davvero dozzinali, andrebbero sostituite con qualcosa di più esteticamente consono (in legno??) e forse si potrebbe aggiungere un circuito di ritardo per l’accensione, che ora è a mano.
Visto che ci siamo mettiamogli anche il telecomando sul volume…. sono un pigrone lo confesso!

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Questa voce è stata pubblicata il 8 novembre 2010 da in Audio con tag .