Sound&Music Blog

Recensioni Musica e Componenti Audio

La musica che ho in testa.

“Il percorso di un audiofilo è lungo e tortuoso ma allo stesso tempo pieno di soddisfazioni.”

Questa è la frase che continuavo a ripetermi per non sentirmi afflitto quando sono passato da un ascolto di due ore al giorno di media, a circa un’ora al mese. L’evoluzione dello stato di famiglia è una delle “cause” di questa rilevante riduzione, fare i genitori non è un mestiere facile, ma anche tenere il ritmo di questa società sempre più portata a tirar tardi in ufficio tanto da veder adeguato negli anni anche il palinsesto televisivo (i film in prima serata ora iniziano alle 21:15), non è da meno.

Ecco che la passione per l’ascolto della musica mi ha spinto a cercare nuove strade per tentare di arginare, ove possibile, il vortice senza fine della mancanza di tempo e l’accumularsi di dischi da ascoltare frutto di una abitudine troppo comoda del passato di acquistare spesso musica. Riflettendoci bene mi vengono in mente molte altre situazioni in cui si rischia di incappare, che poi ho riscontrato disquisendo con amici con i quali condividevo spesso gruppi musicali, prima tra tutte il classico “abbassa il volume che disturbi i vicini”, ormai divenuto un tormentone nelle case di nuova costruzione sempre più costose, strette e con muri divisori sottilissimi, l’altra, classica ma non troppo, determinata da una moglie troppo poco accondiscendente nell’ospitare un impianto in sala. Quanti audiofili conosco che per non disturbare vicini e familiari non ascoltano più musica o si limitano ad ascoltarla a bassissimo volume, ma quale peggior modo! Come si può essere coinvolti da un sottofondo, rapiti da particolari impercettibili, ogni ascolto diventa una sofferenza, ma soprattutto genera stress per il nostro cervello che cerca nel ricordo quei particolari svaniti da un volume sonoro davvero troppo basso.

Una luce di speranza …

Un giorno viene da me una persona per comprare un lettore CD che avevo messo in vendita e si presenta armato di buoni dischi e con due oggetti che ormai avevo seppellito nella mia memoria di audiofilo, una cuffia e un amplificatore per questa precisamente una Grado RS1 e un Rudistor RPX33.

Un simpatico pomeriggio di ascolti dove la mia perplessità, di utilizzare una sorgente abbastanza costosa come il Meridian 588 per una cuffia, è stata del tutto fugata oltre che dall’ignara valutazione di tali oggetti da parte mia, anche ma soprattutto dalle performance sonore riscontrate ascoltandoli! Bene, quel pomeriggio è stato per me un grande spunto su cui lavorare per trovare una soluzione al mio problema, spronato niente meno che da un commento di mia moglie: “…ma non avete ascoltato musica?”.

Come non considerare questa ghiotta opportunità  di spostare gli ascolti, relegati ormai nel fine settimana, nel momento in cui tutta la famiglia dorme, nel momento in cui ci si può concedere qualche minuto di rilassamento, la sera dopo cena senza disturbare nessuno! Mi sono armato di pazienza ed ho iniziato a cercare trovando davvero poche informazioni nel panorama nazionale che sembra ignorare un così sano quanto comodo sotterfugio per ascoltare la musica anche in situazioni particolari, mentre ricchissime informazioni e molte prove sono ciclicamente proposte nel panorama “esterofilo”!  Da audiofilo navigato, punto sul sicuro e prendo una Stax 303 Classic, con relativo Ampli Dedicato, non posso sbagliare. Mi innamoro del suono ma meno della comodità di utilizzo per un problemino, i continui scricchiolii generati dallo sfregamento delle plastiche nel collegamento tra archetto e pad, a fronte di piccoli movimenti della testa, sembra che sia solo per la serie Classic. Ritrovo la mia dimensione di melomane, finalmente scarto quei dischi rimasti incellofanati per troppo tempo in attesa di essere ascoltati, recupero gradualmente l’abitudine all’ascolto serale riscoprendo molti dischi del passato, in un colpo solo ero riuscito nel mio intento, zero disturbo – alto godimento! Acquisendo esperienza le amplificazioni e le cuffie cambiano fino a prendere forma in un sistema che mi soddisfa pienamente, l’ennesima bugia audiofila.

Bisogna però, prima di imbarcarsi in questo nuovo mondo davvero interessantissimo, chiarire alcuni aspetti di questo particolare modo di fruire emozioni, i soliti parametri audiofili non sono abbastanza e tante volte prendono altre definizioni.

La scena tridimensionale, il FrontStage, per la cuffia semplicemente non esiste, cambia il significato e diventa HeadStage. Certo ci sono cuffie che cercano di ricreare l’illusione ma gran parte del lavoro è svolto dal nostro cervello che è molto più stimolato nella continua ricerca di ricostruzione prospettica dell’evento.

Un aiuto incredibile lo da l’estremo dettaglio, ogni più piccolo particolare sia “spaziale” che “timbrico” è evidenziato in maniera disarmante, molti dei vostri vecchi dischi sembreranno delle nuove scoperte vi accorgerete ben presto che la mancanza di un SoundStage definito perde notevolmente d’importanza.

Un altro punto che mi ha impressionato è la ricostruzione “quasi fisica” del medio basso che subisce una trasformazione in positivo diventando non un limite del sistema ma un pregio per un dettaglio e una velocità mai percepita anche in grosse realizzazioni hi-end.

Ad ogni passo avanti da me sperimentato in questo mondo, si guadagna in raffinatezza e in linearità, fino alla più piccola sfumatura proprio come in un impianto hi-fi classico, proprio come ogni diffusore ha il suo carattere timbrico che lo contraddistingue dagli altri, anche le cuffie hanno questa prerogativa generando così un’infinità di possibili combinazioni tra sorgente-ampli-cuffia… per non parlare dei cavi di collegamento, dei diversi upgrade possibili sul cavo cuffia, dell’eterna diatriba valvole vs. stato solido naturalmente presente anche negli amplificatori per cuffia!

Quale spunto migliore per ricominciare a giocare con la nostra più grande passione!

Un’osservazione attenta del mercato dovrebbe far riflettere la stampa specializzata, l’odierna “generazione Ipod”, com’è ormai definita da tutti i sociologi di oggi, è tutta in cuffia, si vedono nei mezzi pubblici sempre più persone isolate ad ascoltare musica, questo potrebbe essere un ottimo spunto su cui ragionare per far ritornare agli antichi splendori una piccola porzione di cultura che è quella di ascoltare e provare emozioni! Altro aspetto importante da tenere d’occhio è la musica liquida sempre più vicina ad un consolidamento anche nel nostro piccolo gruppo di appassionati.

Ricordatevi sempre che se il fine è l’ascolto perché privarci di sistemi alternativi al classico impianto hi-fi sacrificando così la cosa più grande… la MUSICA!

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Questa voce è stata pubblicata il 4 gennaio 2011 da in Audio con tag , , , .
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