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“…poi un giorno ascolterai un monotriodo messo nelle condizioni di esprimersi al meglio nel tuo impianto e finirai per rimanervi rapito dal suo affascinante suono!”

Amplificatore Integrato Tektron TK300B-S-Reference

Introduzione

“…poi un giorno ascolterai un monotriodo messo nelle condizioni  di esprimersi al meglio nel tuo impianto e finirai per rimanervi rapito dal suo affascinante suono!”

Così recitavano le parole di un amico di vecchia data, parole cui non davo peso da vero fan dello stato solido quale io ero e in parte sono ancora. Il cattivo approccio all’Hi-Fi, portato avanti dalle riviste, votato alla omologazione in stile yankee che cattura ogni audiofilo alle prime armi, non ha risparmiato nemmeno il sottoscritto, ma con il tempo le cose cambiano, ci si informa, si ascolta, si prova e spesso s’investe molto in questo percorso quasi obbligato di crescita (sì perché io li ho pagati i prodotti che possiedo a casa non come altri furbetti di recensori!). La mia fortuna è di essere venuto in contatto con molti operatori del settore, alcuni davvero preparati e appassionati, i quali mi hanno permesso di comprendere oltre alle assurde dinamiche del mercato, anche le molte soluzioni in gioco per scovare la giusta alchimia per il proprio suono/impianto. B&K_DSC7219Vorrei precisare una cosa, che spesso è dimenticata dai vari recensori di alta fedeltà, ognuno di noi ha il proprio ideale di suono, le mie impressioni di ascolto riguardano sì la parte soggettiva della prova ma va fatta particolare attenzione al contesto in cui questa si svolge perché è proprio in queste note che si concretizzano le informazioni che possono essere di guida per il lettore interessato. Un mio forte convincimento è sempre stato quello di contrastare le recensioni senza fotografie dell’oggetto che attestino la vera presenza in sala d’ascolto e i suoi abbinamenti, troppe volte mi è capitato di leggere pareri molto discordanti di uno stesso prodotto, troppe volte si sono viste recensioni più simili ad un thriller mozzafiato dove la domanda alla fine non è chi è l’assassino ma quale sia il prodotto recensito! Uno dei motivi per i quali gli audiofili si sono allontanati dalle riviste, che siano online o su carta, è proprio la perdita di credibilità fautorata da recensori/editori/direttori senza scrupoli, corrotti e poco attenti al cambiamento che stava avvenendo.

Note di Ascolto

Torniamo a parlare di hi-fi!

Dopo essere rimasto letteralmente rapito dal suono di un integrato monotriodo della Tektron con le dolcissime valvole 2A3, recensito su questo blog (3 watt oggi… è davvero follia?), ho pensato di dover approfondire la ricerca e gli ascolti su questa tipologia di suono dalle connotazioni calde, avvolgenti, ma allo stesso tempo dettagliatissime e da una disarmante naturalezza nella riproduzione delle voci. E’ passato diverso tempo prima di scegliere un monotriodo come mia amplificazione, il motivo della mia reticenza è sempre stato dettato dal possedere diffusori fortemente non idonei, il passaggio, anzi meglio la conversione non è semplice poiché se si parte svantaggiati, non avendo un diffusore di minimo 90db/1W/1mt si deve per forza acquistare diffusori e amplificazione contemporaneamente con un conseguente aumento del budget. DSC_8741Scegliere un diffusore ad alta sensibilità sembra cosa semplice ma non lo è, vista la molteplice offerta che ha il mercato, sia dal punto di vista del numero di prodotti che della tipologia di costruzione/implementazione. In maniera fortemente dipendente dalla sala di ascolto, grande o piccola, ci si può orientare verso prodotti che fanno uso di trombe, solitamente nella parte medio alta oppure verso prodotti che si dicono più da “puristi” che fanno uso di un solo altoparlante detto largabanda solitamente caricato a tromba con conseguente aumento di ingombro. Entrambe le soluzioni hanno sia pregi sia difetti/limiti, ascoltandoli anche non approfonditamente ce ne si può fare presto un’idea; il mercato con la sua costante evoluzione sta promuovendo ultimamente delle soluzioni ibride, viste in precedenza soltanto in ambito DIY(fai da te). Il principale difetto del largabanda è dato dalla sua “povertà” (limite fisico/meccanico) di estensione agli estremi, così oggi si tende a mantenere la coerenza di cui è capace questo altoparlante “vitaminizzando” il diffusore, cioè aggiungendo intorno altoparlanti per estendere la risposta totale del sistema. Nella sezione DIY è già da molto tempo che si creano soluzioni simili ed è per questo motivo che io, trovandomi di fronte ad una scelta ho preferito una costruzione in casa di un progetto abbastanza semplice ma efficace e ben collaudato. Ho scelto il largabanda per la sua estrema coerenza, ho utilizzato un tweeter di rifinitura collocato posteriormente e aggiunto un sub-woofer passivo sempre posteriore in sospensione pneumatica, lasciando ad un unico altoparlante il compito dell’emissione primaria sull’intera gamma (chiaramente fino ai suoi limiti meccanici). Risultato? Onestamente qualche limite c’è, la tenuta in potenza, l’estrema direttività, mitigata però dal tweeter posteriore, se lo dovessi valutare solo per il costo non troverei rivali, se si parla di suono, c’è di meglio ma a prezzi che difficilmente riesco ad accettare.

Finalmente provvisto di un diffusore idoneo, ho acquistato l’amplificatore integrato Tektron TK300B nella sua massima configurazione, il modello Reference. Il primo impatto disorienta, tanta la cura dei particolari, il legno del cabinet è rifinitissimo, non c’è una sbavatura, tutti i componenti e la piastra di rame stessa, sono perfettamente allineati, per un prodotto artigianale è davvero segno di grande professionalità e maestria nella scelta, lavorazione e assemblaggio dei materiali. Tektron-TK2300BS-I-REF_I milliamperometri, uno per ogni canale, per la regolazione del bias della valvola finale, sono molto belli e leggibili, custom con il logo dell’azienda, posti accanto alla vite di regolazione (obbligo l’uso di un cacciavite a testa piatta molto piccolo), le manopole (volume, selettore ingressi e accensione) sono funzionali ma bruttine a mio avviso, stonano in confronto all’estrema cura dei dettagli sopra citata (problema già evidenziato nella precedente recensione di altro integrato). Sul pannello posteriore si trovano dei robusti connettori di uscita e delle ottime prese RCA. Come primo set di valvole ho scelto delle 300B Full Music (le finali), 6SN7GT RCA NOS (le driver) e una raddrizzatrice NOS RTC 5R4GY molto vecchia ma decisamente bella!

Ci vogliono pochi brani per innamorarsi di questo usignolo, niente di meglio ci si può aspettare, i ricordi della prova del Tektron 2A3 riaffiorano in maniera prepotente, sono di fronte a una cascata di dettagli potente ma allo stesso tempo fresca, limpida, la musica mi travolge e mi avvolge, divento parte dell’evento ascoltando “waltz for debby” di Bill Evans, Live at The Village Vanguard (1961) , tra bicchieri e bisbigli sono tentato di ordinare anch’io un drink!

Vorrei procedere con una scaletta ben precisa, adatta ad una prova più seriosa di questo prodotto ma più ascolto più mi accorgo che non sono attento a quell’insieme di aggettivi audiofili che servono a descrivere il suono di un impianto, provo a cambiare cavo di segnale per forzare la mia attenzione ma non ho grandi risultati, la magia che esce rimane e disorienta. Dopo qualche giorno di convivenza le cose migliorano, grazie a un set di valvole differenti (6SN7 Ken Rad, 300B-Z Shuguang Treasure) per un poco di “tube rolling”, ora sono più deciso a sperimentare. Le sfumature sono più evidenti specialmente al cambio della valvola driver, una possibilità di non poco conto, il fatto di poter aggiustare anche in maniera molto marcata la timbrica di questa amplificazione. La sostituzione delle finali, come pure della raddrizzatrice non cambia di molto le cose ma soltanto se si rimane su una fascia medio/alta di valvole selezionate. Con i circa 93dB dei miei diffusori il potenziometro non è mai salito oltre l’immaginaria posizione di “ore 10” nonostante la metratura della sala e il posizionamento del punto di ascolto a circa 3mt dai diffusori, segno che gli appena 6Watt dichiarati ci sono tutti e sono ben solidi.

Lo ammetto ha un debole per le voci sia maschili sia femminili e sono un forte estimatore del rock americano pieno, caldo, che talvolta sfocia nel country oltre a preferire notevolmente le tinte scure del “classic jazz” rispetto alla produzione attuale, niente di più indicato per mettere in risalto le capacità di rifinitura e naturalezza del connubio tra monotriodo e largabanda. Ciò che si riesce ad ottenere da una così scarna e ammettiamolo “vecchia scuola“, l’ho potuto ritrovare davvero raramente in impianti costosissimi e per nulla poco sofisticati! Non sempre il progresso porta un miglioramento… basti pensare alle registrazioni del passato e come contro il formato .mp3 della musica odierna! Si alterna così nel mio lettore cd Damien Rice – “Amie” da Live from the Union Chapel, voce sublime, brano dalla dinamica incredibile; Levon Helm – “Growing Trade” da Electric Dirt, un album che ti fa alzare il volume e battere il piede al ritmo del folk; Melody Gardot – Who Will Comfort Me da My One & Only Thrill una felice scoperta, una voce che riscalda.

Conclusioni

La follia è divenuta realtà?

Questo davvero non so dirlo, ho compreso però, nel mio viaggio alla ricerca di un suono il più naturale possibile, che spesso dietro piccole aziende artigianali si nasconde una delle migliori soluzioni possibili sia per la resa sonora, sia per il rapporto prezzo/prestazioni. Non voglio raccontare la favola tipica di ogni recensione che questa amplificazione è per tutti e va bene per qualsiasi diffusore, niente di più falso! Un monotriodo va precisamente inserito in un impianto che possa permettergli di esprimersi al meglio e ricreare quella magia di cui solo lui è capace, vietati diffusori dalla bassa sensibilità con crossover complessi, vietato a chi non sa ascoltare un intero brano, vietato a chi vuole stupire gli amici con l’effetto peso/ingombro, vietato a chi ha solo cd test nella sua libreria, questo è uno strumento per riprodurre musica un vero amplificatore per “melomani”!

Specifiche Tecniche

Prodotto:  Amplificatore Integrato Tektron TK300B-S-Reference

Prezzo: 3000€ – valvole escluse.
Signal Input: 400 mV for max power.
Outputs: 6.5 W per canale.

Bias: Regolazione manuale con l’ausilio di milliamperometri per il controllo.
Outputs impedance: 8 ohm.
Frequency range: 28 – 35.000 Hz.
Power Supply: 220 VAC – 60Hz.
Dimensions and weight: 42 x 28 x 18 cm. – 16 Kg.

Sistema Utilizzato

Sorgente: Naim CD5X + Naim FlatCap 2X

Diffusori: Autocostruiti  (larga banda Fostex FE207E caricato in BVR + sub e tweeter posteriore)

Amplificazione: Integrato Tektron TK300B-S-Reference

Cavi Segnale: Dromos Eos, AudioClass Gold, AudioClass Note

Cavi Alimentazione:  Autocostruiti (Rame-Argentato e Rame OFC)

Cavi di Potenza: Autocostruiti (Rame-Argentato)

Sala d’ascolto: Personale, 25mq circa, forma rettangolare, punto d’ascolto distante e schiacciato sulla parete di fondo, trattamento acustico mediante arredi strategicamente posizionati, stanza moderatamente assorbente, trattamento parete posteriore al punto di ascolto.

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Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 29 agosto 2013 da in Audio con tag , , , , .