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Recensioni Musica e Componenti Audio

Audioquest 15660 DragonFly

USB DAC + Preamp + Headphone Amp

Liquida portatile a prezzo popolare….

Piccola, ben suonante, solida, cosa chiedere di più?

Per il prezzo pagato su Amazon.it (99,95€ spedita) magari ci stava anche un cavetto prolunga USB che a parte costa quasi 20€ della Audioquest o almeno uno consumer da 1mt (valore 3€).

Questa “chiavetta USB”, passatemi il termine, ha al suo interno un DAC Sabre ESS 9010 a 32bit con controllo del volume analogico e un’uscita di 1,2Volt che promette di pilotare anche le cuffie più ostiche.

La versione Black V1.5 legge files fino a 24bit/96Khz oltre che i soliti 44.1kHz e 48kHz, configurazione che dovete scegliere in base al campionamento di ciò che volete riprodurre, la libellula poi si illuminerà di colore diverso a seconda della frequenza scelta.

Versione?

Qui è davvero carina la storia, bisogna distinguere tra SW e HW, sulla pennetta che ho acquistato c’è scritto V1.5 Black, la precedente versione era la V1.2 ora non più disponibile, dal sito della casa madre c’è un altro modello la Red che si distingue per un DAC ancora più evoluto e un’uscita 2,1Volt per pilotare cuffie anche difficili, questo per quel che riguarda l’HW, invece per il SW leggo dal sito del produttore (http://www.audioquest.com/usb_digital_analog_converter/dragonfly-verify-version) che la versione è distinguibile per colore del jack cuffie:

  • 1.0 is black
  • 1.2 is gray

Bene, sembra facile, la mia ha il jack grigio….quindi 1.2 . Il problema è che per deformazione professionale quando configuro una nuova periferica cerco di usare il driver migliore e controllo sempre le versioni, appunto le versioni, il software non mente, versione 1.0, pazienza metterò feedback negativo su Amazon, visto che il venditore la spacciava come versione 1.2.

version

Come Suona….

Un convertitore, più un ampli cuffie che sta tutto nello spazio di una “chiavetta usb”, non è facile credere che vada poi così bene….

Io la DragonFly l’ho presa un poco per provare le ultime frontiere della musica liquida e un poco per usarla con le mie cuffie IEM Westone UM3X-RC sia collegata al pc in ufficio, sia collegata al mio smartphone in giro.

La prima impressione è sempre quella giusta? In questo caso no!

Facilissima da installare, anzi, non c’è quasi nulla da fare tranne che scegliere la frequenza di campionamento, su questo punto un plauso va alla Audioquest che nel manuale spiega precisamente il settaggio migliore e il perché farlo in un certo modo. Consiglio vivamente di leggere tutte le FAQ e “Computer Audio Setup Guide” per una migliore configurazione.

Collegata al mio smartphone sinceramente non si grida al miracolo, il pilotaggio migliore delle cuffie porta il suo contributo ma tornando più volte alla configurazione originale non se ne sente troppo la mancanza, secondo me non compete con prodotti come il Sony PHA1 del quale ho un fantastico ricordo tranne che per il peso/ingombro.

Utilizzando la DragonFly sul PC con Win7 e iTunes qui sono rimasto impressionato e contento dell’investimento fatto. Il suono è superlativo rispetto ad una normale scheda audio per PC su ogni parametro, le mie IEM sono pilotate egregiamente, forse anche troppo visto che ho poco margine di volume, la prima impressione si è ribaltata totalmente. Temo a questo punto sia un problema di alimentazione, migliore attraverso la connessione ad un PC.

I miei ultimi ascolti con la musica liquida mi avevano lasciato con forti dubbi, ricordo un suono aspro “digitale”, nel senso brutto del termine, con gli estremi, specie in basso, deludenti per controllo e corposità, nel complesso il suono, non mi sembrava fosse paragonabile ad un buon setup tradizionale, files HiRes a parte perché difficilmente paragonabili. Le opportunità di risparmio di denaro e una maggior facilità di fruire di moltissimi contenuti musicali (copiandoli dagli amici…non nascondiamocelo) continuano a stimolare la mia curiosità per una sorgente liquida, quindi l’occasione di avere la Dragonfly facilissima da istallare mi ha sollecitato ad una prova nel mio impianto audio. Utilizzando un PC portatile di ultima generazione con Win10 e iTunes, Audioquest DragonFly come DAC (uscita configurata 24bit/44.1kHz), inviando il segnale direttamente al mio PRE Krell KRC-2 e utilizzando files .waw estratti con EAC ho potuto fare un paragone con la mia sorgente un EAR Acute CD 2 (valvole E88CC Telefunken NOS) confrontando direttamente lo stesso contenuto musicale.

Il confronto, sul piano di spesa è impossibile, il mio CDP equipaggiato con valvole NOS, cavo di alimentazione e cavi di segnale adeguati ha un costo di 60/70 volte quello che potrebbe costare un setup liquido basto su una Dragonfly Black V1.5!!!    

L’unico confronto possibile è sul suono, dopotutto quello che più ci interessa, nonostante la connessione in sbilanciato della DragonFly al preamplificatore Krell KRC-2, ho potuto regolare i livelli grazie all’uscita variabile del CDP per avere un paragone migliore. Devo ammettere che ad un ascolto “distratto” il risultato è dopotutto buono, privo di asprezze in gamma alta (mio vecchio ricordo di alcuni ascolti di liquida da amici). Però, però, se ci si sofferma si iniziano a scoprire delle mancanze, non esagerate ma comunque evidenti, delle disomogeneità nella ricostruzione del 3D, il suono rimane più costretto nei diffusori. Una presenza meno decisa nel centro della scena, un velo che sembra ricoprire soprattutto le voci non lascia molto margine per un upgrade del cavo di connessione, comunque si apprezza un estremo di banda finalmente controllato e corposo. Provo a cambiare la configurazione in uscita portandola a 24bit/96Khz, il suono si indurisce e perde quella tonalità ambrata che avvicinava il suono alla sorgente del CDP, risultato che rafforza le indicazioni date da Audioquest nel manuale della DragonFly.  E’ certamente un grande risultato che apre la strada a mie future prove con prodotti più vicini alla classe della mia sorgente attuale ma allo stesso tempo solleva un grande interrogativo sulla spesa da affrontare per essere per lo meno alla pari e su quanto ne valga la pena per un audiofilo che ha circa 1500 titoli (sempre in aumento) impegnarsi in un riversamento, della sua collezione, che porterà via molto tempo.

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Indubbiamente la formula della “musica liquida” sta compiendo passi rilevanti verso una vera e propria equiparazione nelle prestazioni con una sorgente che legge CD (16bit/44,1Khz).Tirando le somme, questa DragonFly non prenderà il posto del mio amato CDP ma nemmeno finirà in un cassetto anzi, collegata alle mie IEM Westone UM3X-RC mi permetterà di ascoltare buona musica anche davanti al PC, dove purtroppo passo gran parte della mia vita.

A chi consigliarla? Facile, chi vuole avere un secondo setup con la liquida magari per valutare le nuove uscite da acquistare oppure a chi si accontenta o semplicemente non ha avuto occasione di ascoltare una sorgente di medio/alto livello, in questo ultimo caso consiglio vivamente di utilizzare un cavo di collegamento molto buono che la stessa Audioquest ha in catalogo.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 24 maggio 2016 da in Audio con tag , , , , , , , , .